Comincio a leggere, sulla stampa locale, qualche articolo su
“A gran giornate”, che oggi su “Gazzetta Matin” Stefania Celesia, accennando
all’incontro del 4 agosto a Cogne, definisce “un inquietante romanzo
picaresco”. Di “una svolta in senso
divertente e divertito, tra il picaresco e l’avventuroso… con situazioni al
limite del paradossale” parla anche (e invece) Corrado Ferrarese su “La Vallée Notizie”
del 21 luglio (sto andando a ritroso, chissà perché); “una metafora di questi
tempi di assoluta incertezza che vede protagonisti, come in una sorta di
proiezione delle nostre tribolate esistenze, figure che cercano di delineare un
proprio spazio all’interno di ambienti ostili”.
“Racconti di vita contemporanea che, a poco a poco, assumono
tratti sempre più surreali”: così è presentato “A gran giornate” su “La Stampa”
del 17 luglio in un articolo siglato D. J. sui Martedì letterari ad Arvier. In
un pezzo a proposito dello stesso ciclo di eventi, su “La Vallée Notizie” del
14 luglio Nathalie Dorigato scrive: “Una divertente epopea degli umili…
ricostruita come un moderno Satyricon, a frammenti di capitoli che giocano a
nascondino con le emozioni dei personaggi. Autocitazioni, ammiccamenti alla
letteratura punzecchiano il lettore di questo romanzo vivido di dialoghi”.
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