mercoledì 6 agosto 2008

"Ostriche" - continuazione

UNA DONNA (nervosamente disinvolta o disinvoltamente nervosa) ... Ostriche! Che bello! Non ho mai mangiato ostriche! faccio io battendo le manine, sempre per fare la persona disinvolta. Come le cucinano? Ci vorrà molto? chiedo. E lui: Mica le cucinano. Le portano crude. Giuro che sono rimasta un pochino impressionata. Che razza di ristorante è se ti portano la roba cruda? Poi mi sono tranquillizzata pensando che molto probabilmente le avrebbero cotte lì davanti a noi, tipo flambé. Una roba molto chic. E lui parlava, parlava… E io dimenticavo le ostriche… Quell'uomo aveva una cultura sterminata, tipo bibliotecario, ma più sul grazioso. E aveva quella rara capacità di non farti sentire inferiore! E parlava, parlava di cose, di libri… E con quanta grazia muoveva le mani in aria, per spiegare i concetti. Ti parlava dei personaggi di un romanzo e te li gesticolava tutti, dal primo all'ultimo… Ero rapita… Me li faceva vivere davanti, a gesti. Ci stava guardando tutto il ristorante, tanto per dire. E io ero così fiera di essere uscita con un signore che sapeva essere così al centro dell'attenzione… Basta, ci portano le ostriche. Be', non so se sapete come sono fatte le ostriche. Intanto sono… enormi. Io pensavo a delle vongolette. Ma le ostriche sono dei bestioni. Roba che se un sub mette il dito tra una… come si chiamano? valve?… tra una valva e l'altra, deve passare il resto dei suoi giorni con l'ostrica attaccata. Che farà pure male. Poi, le… le valve sono proprio brutte da vedere. Comunque quelle non si mangiano, non so se lo sapete. Si mangia solo il dentro. La bestia, il mollusco, quello che fa le perle, sta dentro. Allora, ci arrivano questi due enormi vassoi pieni di ostriche semiaperte. Oh, bene, dice lui, ho proprio fame. Oh, se è per questo anch'io, faccio io. E allora perché non inizi? fa lui, a te l'onore della prima ostrica. Oh, no! rido io. Ma porta fortuna! insiste lui. Oh, sono già così sfacciatamente fortunata! rido io, molto disinvolta. Il fatto è che non sapevo come mangiare quei cosi. Aspettavo di vederlo fare al mio angelo. Voglio dire! Non ho ancora quarant'anni! È normalissimo che alla mia età una non sappia come si mangiano le ostriche! Non si può provare tutto nella vita! È scientificamente provato! Allora, allora, io aspetto che lui si convinca, e mangi la prima ostrica. Ti prego, fallo per me, gli sussurro, più sexy che posso. Lui si convince, e dice: okay, lo farò io. Che angelo! Per un istante ho pensato che ormai avrebbe fatto qualsiasi cosa per me, compreso mangiarsi l'ostrica con tanto di… di valve. Lo vedo prendere un mezzo limone. Interessante. Che ci farà con mezzo limone? Poi vedo che lo spreme dentro un'ostrica; ora, io, non so se si è capito, ma non ho ancora quarant'anni, e nemmeno trentanove, e non sono certo obbligata a sapere tutto. Ma ho avuto l'impressione, la netta impressione che il molluschetto lì dentro, dopo essere stato colpito dagli schizzi di limone, si muovesse. Voglio dire, non ho immaginato che fosse vivo, no. Ho pensato a un movimento dei nervi, tipo quando uno prende la zampa mozzata di un pollo e fa muovere i diti tirando i nervetti che spuntano dal… Perché mi guardate a quel modo? Non lo avete mai fatto, voi? Be', io sì, ma mica tutti i giorni.
("Ostriche", dai "Primi monologhi", 1995, tutti i diritti riservati; inserito nello spettacolo "L'amore è bello vicino a te", cfr. http://www.cristianavoglino.it/spettacoli/spettacoli_at/l)

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