mercoledì 18 febbraio 2009

Farfalle, 3

A dire la verità, non si chiama davvero Morgo. Però preferisco nascondere la sua vera identità dietro questo pseudonimo un po' sciocco, perché quello che sto per raccontare del mio cane di razza fantasia non è molto lusinghiero.
Avrei dovuto immaginarlo da tempo, sin da quando vedevo Morgo cucciolo di pochi mesi inseguire ogni cosa che si muovesse lungo un sentiero, facendo scattare per aria le fauci come un piccolo tirannosauro nero. All'epoca, Morgo pareva interessato anche alle file di formiche, alle foglie che rotolavano spinte dalla brezza, alle cavallette che, saltando a caso, gli finivano tra le patte. Crescendo, ha rinunciato a inseguire le forme di vita più minuscole, e si è dedicato a lucertole, topolini di campagna e in qualche caso, purtroppo, a galline che raspavano libere nei prati. Ma le farfalle, naturalmente, le delicate, aeree, danzanti, distratte farfalle, sono la sua passione più divorante.
Pazienza quando Morgo si avventa su una pozza d'acqua verdognola, e fa sollevare un nugolo di farfallette azzurre (o, per meglio dire, Plebiculae amandae) contro cui, a caso, lancia morsi e zampate, deciso a colpire nel mucchio come uno squalo capitato in un branco di sardine. Pazienza anche quando sorprende una cavolaia solitaria - di cavolaie è pieno il mondo, mi dico per consolarmi. O quando spinge a nasate una polverosa falena notturna (una Acherontia Atropos, magari) caduta dal muro su cui si era accomodata all'alba, indeciso se assaggiarla o abbaiarle contro. Ma quando lo vedo allungare il muso, divaricare le fauci, proiettare la lingua - il tutto in meno di un secondo - verso un esemplare che l'occhio e l'esperienza mi dicono raro e prezioso, allora oscillo tra la rabbia e la disperazione.

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