sabato 9 maggio 2009

Clodoveo Moro: dalle "Rime sparse"


Ben si sa il cor subitamente amato
ciò ch'è criato
a sua fattura, e come n'è concetto
di sua gajezza saggia
o folle sia, e ciò sì il cor foraggia
che in pelle sua s'è letto.

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Siccome suole il divo co' la druda
così fa il musicante in la sua muda.
Riguardalo e impietrisci, ma ritienti
dal giudicar se i suoi sien vani stenti.

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Ti miro, e miro dentro
mentre, dolce morosa,
ti parlo e mi t'inventro.

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Viene la sola notte
a dare a me che nulla cosa lieta
conosco, et alle membra egrotte
la giusta pieta
che sempre e spesso invano domandonne
l'innamorato insonne.

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