lunedì 15 giugno 2009

Wunderkammer: "Il naturalista preparatore", 1


Nel sorprendente “Il naturalista preparatore” di R. Gestro, scovato da Marilisa tra le vecchie cose di una libreria torinese, trovo preziosi consigli per chiunque voglia darsi all’attività di tassidermista.
Dentro questo libretto, nato come manuale Hoepli e poi ristampato a cura della Cisalpino-Goliardica, c’è l’esperienza accumulata in un’intera vita di scuoiamenti di animali d’ogni genere. Le pagine sono colme di piccoli gesti precisi, di puntigli anche lessicali, e in definitiva di amore per le bestie cui si sta cavando la spoglia per “metterla in posa” – amore non necessariamente per le bestie da vive. Sembra tutto così facile, a leggere di spogli e di tagli; vengon via così bene le pelli, a rovesciarle con la precisione che descrive l’autore. Le parti più delicate meritano un trattamento particolare: “Si strappano gli occhi per mezzo di una pinza che si introduce fra l’orbita ed il globo oculare, avendo l’avvertenza di non danneggiare le palpebre…” “Il cranio dev’essere sbarazzato del cervello e a quest’uopo ci serviremo del vuotacranii, che si introduce a varie riprese nel foro occipitale, dirigendolo in tutti i sensi, in modo da spappolare la massa cerebrale…”.
Il corredo del tassidermista è ricco e fantasioso, almeno per il profano: oltre al già detto vuotacranii, sono citati scalpelli anatomici, o “bistorini”, forbici di ogni misura, pinze, “tanaglie”, raschiatoi per togliere il grasso alle pelli, lime, raspe, lesine, trapani, succhielli, martelli, seghe, cambrette. Tra i “preservativi”, ovvero i preparati essenziali alla conservazione delle pelli, regna la pomata arsenicale, di cui si citano diverse ricette.

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