lunedì 15 giugno 2009

Wunderkammer: "Il naturalista preparatore", 2


Sono curiose le pagine che Gestro dedica ai micromammiferi, e in particolare ai pipistrelli, ch’egli giudica “i più ammirabili tra i mammiferi per la stranezza e la varietà grandissima delle loro forme, nonché per la singolarità dei loro costumi”. Si inizia con una serie di consigli su dove e come catturare gli animaletti: grotte, gallerie, soffitte e interstizi delle travature, campanili torri, vecchi fabbricati; qui si scandaglia ogni fessura con bacchette flessibili ricurvate ad uncino, o spalmate con vischio, o si fa raccolta con un robusto retino, o con una rete da uccelletti tesa contro l’apertura – o incendiando un po’ di paglia umida, da far scivolare dentro ai nascondigli, o soffiando fumo di tabacco nelle tane più strette.
Più semplice, per chi abita in campagna, è lasciare aperte d’estate le finestre di stanze ben illuminate, la sera, e aspettare gli ospiti, che saranno numerosi soprattutto quando l’aria è “bassa e burrascosa”.
Ma arriviamo al momento della messa in pelle. “Si apre il ventre con un taglio longitudinale che dall’apice dello sterno vada in vicinanza dell’apertura anale; si stacca la pelle tutt’attorno, si liberano le estremità posteriori e si tagliano all’articolazione del ginocchio. Procedendo poi fino alla coda, si afferra la pelle alla base di questa fra l’unghia del pollice e quella dell’indice e… si spogliano le vertebre caudali fino all’apice”. Si giunge poi al capo, che si spoglia “con le dovute avvertenze per non sciupare le aperture orbitali e tagliando accuratamente la pelle tutto attorno alle labbra”.
Eccetera, eccetera.

Nessun commento: