lunedì 15 giugno 2009

Wunderkammer: "Il talismano della felicità"


Il manuale del Gestro sulla tassidermia mi ha fatto pensare alla cura con cui Ada Boni consiglia alle sue lettrici del "Talismano della felicità" il modo migliore per affrontare ogni fase della preparazione del piatto, dall'uccisione dell'animale in poi. Ecco quel che si legge ad esempio in "Come si spella e si spezza il coniglio", paragrafo che prelude ai vari elaborati con questo tipo di carne.
"Si incide all'attaccatura delle zampe anteriori e posteriori: si fanno cioè quattro tagli circolari su ogni attaccatura. Si prosegue incidendo le due cosce in modo da metterle a nudo. Si prendono allora entrambe le zampe posteriori con la mano sinistra e con la destra si tira giù la pelle, rivoltandola. La pelle verrà via così facilmente, fino al collo. Con qualche altro opportuno taglio sulle zampe anteriori si spellerà completamente l'animale. Dopo averlo spellato, si mette sulla tavola appoggiato sul dorso e con un coltello si apre dal basso ventre fino al petto; si allarga con le mani, si estraggono gli intestini e si taglia in pezzi il coniglio".

Il ricettario della Boni, pubblicato per la prima volta nel 1929, per quanto destinato a una figura sociale femminile oggi piuttosto rada (la donna che può permettersi quattro, cinque ore di preparazione di un piatto neanche tra i più elaborati) era nelle intenzioni dell'autrice destinato proprio alle donne che, estintesi le massaie rurali, non vivevano più tutta la loro esistenza in cucina. Oggi lo si legge, oltre che per piluccare qualche ricetta non troppo complessa, qualche accostamento di gusti, qualche combinazione di elementi, per il nitore atticistico dello stile.



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