lunedì 3 ottobre 2011

"Rapsodia su un solo tema": l'analisi di Marco Codebò, 2

Riporto ancora parte della lucidissima analisi che Marco Codebò dedica al mio "Rapsodia su un solo tema" sulle pagine della rivista "Reti di Dedalus".

"La complessità tematica del romanzo è ripresa da quella strutturale. Rapsodia su un solo tema è un archivio di generi e scritture diverse. Per quanto riguarda i primi, nel romanzo si ritrovano aree riconducibili al saggio, al diario, al racconto storico, al romanzo sentimentale e a quello epistolare. Per le seconde invece, si va dagli appunti alle note a piè di pagina in stile accademico, passando per la scrittura burocratica (i verbali degli interrogatori ai quali è sottoposto Dvoinikov) e quella autobiografica.
La lettura del romanzo di Morandini assomiglia ad una passeggiata in una casa degli specchi. La complessa architettura del testo si regge infatti su una fitta trama di corrispondenze interne. La carriera artistica di Dvoinikov richiama quella di Prescott, la tecnica musicale del compositore russo (basata sull’ironia, la dissimulazione, lo spiazzamento) si rispecchia nel tessuto narrativo e linguistico del romanzo, mentre l’esperienza musicale dei due personaggi chiave è la traduzione in un altro linguaggio di quella letteraria del loro autore; il Settecento, infine, è già il Novecento in nuce e così via.
Valga come esempio di questo gioco di rifrazioni la visione dell’opera d’arte come un tessuto continuo di citazioni. Quest’idea (postmoderno d.o.c.) è implicita nella consapevolezza da parte di Dvoinikov della definitiva “impossibilità di scrivere qualcosa che non sia già stato scritto” (...). Ma il metodo in questione vale soprattutto per lo stesso romanzo di Morandini, che non si finge testo originale ma si presenta appunto come un coacervo di materiali opportunamente riciclati. Nessuna meraviglia quindi che leggendo Rapsodia su un solo tema si finisca per provare un senso di leggera vertigine, come ad inoltrarsi in un paesaggio soggetto ad impercettibile e tuttavia costante mutazione, realizzata però non attraverso la differenza, ma la somiglianza fra i vari luoghi che lo compongono."

La recensione integrale su http://www.retididedalus.it/Archivi/2011/ottobre/LETTURE/4_morandini.htm.

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