lunedì 2 luglio 2012

"Dalla nonna" da oggi su Cinque Capitoli


Su http://www.cinquecapitoli.it/, da oggi fino a venerdì, si può leggere il mio racconto "Dalla nonna" in una nuova versione (probabilmente definitiva) e secondo la suddivisione appunto in cinque parti corrispondenti ai giorni lavorativi della settimana. Il racconto è così presentato dalla redazione: "Le vacanze estive dalla nonna possono essere un’ottima occasione per scoprire il lato più scuro di una vecchina tutto sommato rispettabile. Tra insetti in giro liberi per casa, e insospettabili cacce notturne, la nonna si rivela tutt’altro che innocua e inoffensiva". 
Ero già stato ospite di questo bel contenitore di storie l'anno scorso, grazie a Maria Grazia Piemontese, con il racconto "Verso il lago", e sono lieto di poterci tornare proprio nei giorni dell'uscita del nuovo romanzo.  
Estraggo un paio di capoversi dal primo capitolo e invito a leggere il resto giorno per giorno su http://www.cinquecapitoli.it/.

La nonna viveva da sola, e si teneva compagnia borbottando tra sé. Usciva a ore insolite, la mattina presto o sotto il sole del primo pomeriggio, e si perdeva in lunghi giri tra i campi, da cui tornava con le sporte cariche di erbe, funghi, uova d’uccello, lumache. Non mi voleva con sé, quando usciva, memore delle raccomandazioni dei miei: mi chiudeva allora a chiave dentro la casa piena di odori, dopo avermi salutato in fretta, come se avesse avuto un appuntamento misterioso.
Attraverso le feritoie degli scuri la osservavo allontanarsi tra i prati, accucciarsi ogni tanto a raccogliere una cicoria, a rovistare tra l’erba più alta di lei in cerca di radici, finché non spariva alla vista. Talvolta litigava con altre donne già intente a spigolare cicorie, e le scacciava a grandi gesti teatrali, che mi ricordavano lo sbattere d’ali delle cornacchie quando vogliono allontanare dal cibo altri uccelli. Quelle donne si facevano da parte quasi subito, proprio come fanno gli uccelli, e rimanevano distanti a guardarla e a dirle male parole, mentre lei raccoglieva quanto le serviva, indifferente. Qualcuna, più coraggiosa, le lanciava addosso un sassolino, o un mazzetto di erbacce.

Nessun commento: