domenica 9 settembre 2012

"A gran giornate": l'opinione di Roberto Sturm su "Carmilla"

Sulla rivista "Carmilla", http://www.carmillaonline.com, Roberto Sturm analizza con lucida competenza tre miei romanzi, "le larve", "Rapsodia su un solo tema" e "A gran giornate. 
Riporto la parte dedicata al mio ultimo libro, raccomandandovi di recuperare il resto alla pagina http://www.carmillaonline.com/archives/2012/09/004432.html#004432 (ma probabilmente ci torneremo sopra anche qui).

Con A gran giornate... lo scrittore allarga ancor di più i propri orizzonti narrativi. Gli aggettivi che vengono in mente dopo la lettura sono: irriverente, allegorico, parossistico, ironico, sarcastico, caustico, umoristico, grottesco, visionario e beckettiano, quest’ultimo per quanto riguarda i dialoghi. La versatilità di Morandini si conferma ancora: se spesso accade che di un autore ci sembra di leggere sempre lo stesso libro scritto in maniera diversa, questo non è affatto il caso. 
Il romanzo è popolato da una fauna variegata di umanità: Onorato Casamagna, che gira con la sua amata bambola gonfiabile che sembra prendere vita; Tullio Semenzani, ex detenuto in cerca di vedove benestanti da spennare; Nathan, un sacrestano che sposa in pieno la causa naturalista girovagando nudo per il suo paese; Franchino Spaventa, che l’amore per una donna porta a farsi biforcare la lingua (episodio che poi sarà l’innesco per altre mutazioni del corpo); Gabriele Angous, uno scrittore che va a morire in una clinica dove incontrerà Mario Duprez, un anziano con un passato da comico, e l’amore fatale (nel vero senso della parola); Ollsen, un uomo che non crede alla comunicazione. Ci sono inoltre tanti altri protagonisti, secondari solo come presenza ma fondamentali per la ricostruzione del puzzle, che sparigliano la trama. Una trama complicata che solo il mestiere di Morandini riesce a non fare cadere nel caos.
Nella seconda parte del romanzo, infatti, tutti i personaggi principali si ritrovano insieme per caso. Quel caso che, da sempre, governa le nostre vite: cominciano un viaggio, surreale e definitivo, senza ritorno, in un nulla dove il tempo sembrano curvarsi. Un nulla che è anche l’arrivo, definitivo, delle nostre esistenze. Personaggi che sembrano, spesso, come tanti di noi.


Roberto Sturm
http://www.carmillaonline.com/archives/2012/09/004432.html#004432

Nessun commento: