martedì 11 dicembre 2012

"A gran giornate": la lettura di Giuseppe Giglio su "La Sicilia"

Su "La Sicilia" del 9 dicembre 2012 è apparsa una brillante e lusinghiera recensione del mio "A gran giornate" firmata da Giuseppe Giglio (suo l'eccellente "I piaceri della conversazione", Sciascia, di cui ho parlato tempo fa). 
Giglio cita, nella sua lettura colta e attenta, due autori che mi sono particolarmente cari, Savinio e Landolfi. E scrive tra l'altro: 
Un libro provocatorio, scritto da un illusionista che gioca a nascondere. Un libro che racconta la vita attraverso il pensiero della morte. Svolgendolo, il racconto, in una picaresca fenomenologia del male. Non il male spettacolare, quello di tanti noir, ma un male grigio, familiare, inafferrabile, strisciante nel quotidiano.
L'io narrante - come un moderno (e più inquieto) Lazarillo de Tormes - attraversa ancora una volta la lunga galleria novecentesca degli inetti: piccoli uomini del sottosuolo, disperatamente comici, divorati da un'angoscia sottile, e come prigionieri in una «voraginosa sospensione». 

Si può leggere l'articolo completo in http://giornaleonline.lasicilia.it, cercando la pagina 26 del numero del 9 dicembre.

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