venerdì 1 febbraio 2013

Da "Letteratitudine": "Il sole, di chi è?"

Ascolto (e rimpiango di non poter vedere) la registrazione RAI di qualche tempo fa della fiaba musicale “Il sole, di chi è?” di Roberto Piumini e Silvia Colasanti, con i musicisti del Polimnia Ensemble e i cantanti-attori di Musicamorfosi. Dalla prima esecuzione al Ponchielli di Cremone nel 2009, questa deliziosa operina per bambini continua a girare per i teatri di Italia e (a sentire le reazioni del pubblico infantile) non smette di divertire e appassionare. Le più recenti rappresentazioni, per quel che ne so, ma di sicuro non le ultime, sono avvenute a Lecce, ai Cantieri Teatrali Koreja il 22 e 23 Gennaio 2013.


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Partiamo dal testo, dai dialoghi cadenzati che sapientemente, senza darlo a vedere, uniscono il divertimento e l’intento pedagogico, in un equilibrio delicato e proficuo che Piumini conosce e pratica da una vita, e che lo rende amatissimo presso il pubblico infantile. In lui lo scatenarsi della fantasia attorno a piccoli, minuti fatterelli, l’ingigantirsi comico e a suo modo epico della situazione riprendono e aggiornano la lezione di Gianni Rodari. Vi si colgono, come nelle fantasticherie di Rodari, chiari intenti civili, inviti alla riflessione e alla solidarietà, anche garbati inviti alla ribellione (civile, sempre, fatta di intelligenza delle cose e applicazione della fantasia) dinanzi ai soprusi e all’ottusità, e un rispetto profondo per i piccoli, gli indifesi, i più sfortunati o i meno arroganti. Nel nostro caso, una piccola comunità di lucertole, immaginose e flemmatiche, si gode beatamente il sole, finché non arriva un prepotente lucertolone di nome Gonzello che reclama per sé tutto il sole – nel farlo, gigioneggia in modo irresistibilmente indecoroso (e qua e là, berlusconeggia pure). Le poverette chiederanno aiuto ad alcuni animali, dapprima senza risultati, finché una gazza, con un trucco (che non rivelerò ora per puro sadismo) non troverà lo stratagemma giusto per scacciare e punire il lucertolone tirannico. La trama è tutta qua, lieve e svagata, le situazioni ricorrono, giocando sull’effetto sicuramente comico della ripetizione (comico per i bambini, e ancora di più per gli adulti, che amano provare a tornare bambini, finché possono farlo di loro volontà).



La duttile musica di Silvia Colasanti, che ha lavorato sulle sontuose pastosità orchestrali e vocali nel recente “La metamorfosi” (da Kafka, su libretto di Pier’Alli; ne abbiamo parlato tempo fa su “Letteratitudine”), ne “Il sole, di chi è?” si limita a acquarellare qua e là i dialoghi immaginati da Piumini, aprendo momenti che alla lontana ricordano marcette o arie o duetti o pezzi d’assieme persi in ampi recitativi (ovviamente senza clavicembalo obbligato). L’organico limitato alla minima rappresentanza delle principali famiglie strumentali (flauto, clarinetto, corno, violino, violoncello, percussioni) è l’ideale per questo genere di lavoro, dove la musica si pone al servizio del testo, allude, punteggia, giocherella, lavora per sottrazione, sembra insomma improvvisata lì per lì, dinanzi al giovanissimo pubblico, anzi stimolata dalle reazioni di questo. Anche in questa parsimonia di colori strumentali sta un’intuizione interessante e vicina alla sensibilità infantile: i bambini giocano con poco (con le scatole dei regali, più che con il pretenzioso contenuto), amano le ellissi che riempiono a loro piacimento con lo scatenarsi spontaneo dell’immaginazione – hanno insomma bisogno di poche note, accenni, guizzi, per sentire risuonare un’intera fantastica orchestra.E questa di “Il sole, che cos’è?” è musica così, saltella e scutrettola alla ricerca sempre un ritmo di marcia, oppure ammicca in parodie buffe (“O sole mio”, strapazzato ma non troppo dall’egoista Gonzello) che strappano l’applauso.

Quella di Colasanti è musica che asseconda sempre la parola, che dalla parola poetica fluisce e prende corpo e struttura, che dà al testo ispiratore vastità di echi anche quando resta puramente strumentale: il 29 gennaio, in Friuli, è prevista la prima italiana di “Tuli tuhmaksi rupesi / Fuoco folle di furore”, composizione per quartetto d’archi e pianoforte ispirata al Kalevala.


L'articolo è uscito ieri su "Letteratitudine News" di Massimo Maugeri, https://letteratitudinenews.wordpress.com/2013/01/30/il-sole-di-chi-e/.

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