venerdì 15 aprile 2016

Da Fuori Asse: Sparajurij


Allunghiamo dunque lo sguardo, stavolta verso la Russia contemporanea, cioè verso una terra che i giornali spesso descrivono come contraddittoria, inafferrabile, anche minacciosa, quasi mai dando conto della vivacità culturale che la attraversa.
Ci aiutano a correggere quest’immagine convenzionale e fuorviante Elisa Baglioni, traduttrice dal russo, e Francesco Ruggiero, fondatore del collettivo Sparajurij e poeta, che proprio sotto il nome Sparajurij hanno pubblicato da poco, nella ricca collana di letteratura di viaggio “Scritti Traversi” delle romane Edizioni Exòrma, Viaggiatori nel freddo, il racconto particolareggiato e appassionato di un’avventura umana e poetica nella Mosca invernale di oggi. Il sottotitolo “Come sopravvivere all’inverno russo con la letteratura” può suonare quasi scanzonato e ammiccare a certa manualistica, ma è naturalmente ingannevole. Viaggiatori nel freddo, in realtà, è tutto meno che un vademecum per muoversi da turista culturale nella capitale russa: è invece racconto d’invenzione che sintetizza e amalgama esperienze e momenti diversi, con tanto di peripezie sempre filtrate da rimandi letterari, ed è riflessione sull’essere poeti in un’epoca che non sembra concedere alla poesia che spazi angusti e seminascosti, e ancora di più sui fondamenti della parola e delle lingue, oltre che su quello che potremmo definire la specificità del mondo slavo, la incorreggibile russitudine.
Lasciamoci guidare dall’io (poeta, italiano, maschio, giovane) che il collettivo Sparajurij  inventa per questo itinerario tra il gelo meteorologico e il calore umano di Mosca e dintorni. Non andiamo prima a controllare chi dei due autori abbia scritto questo o quel capitolo (va bene, io l’ho fatto, per compilare con più diligenza questa nota): le due voci sono indistinguibili, la storia è una sola, lo sguardo, sia pure con infinitesimali divergenze, è il medesimo. Rimarremo coinvolti in un’esplorazione-deriva, ci perderemo dietro a mille possibilità e distrazioni favorite da abbondanti dosi di vodka, e ci scopriremo intenti ad assecondare il temperamento malinconico e divagante dell’anima russa. Il viaggio a cui siamo invitati non è solo geografico: è, innanzitutto, un viaggio poetico, compiuto cioè da qualcuno dalla forte personalità lirica, in cerca di poeti e versi perduti, in un mare magnum di poesia che nei decenni si è stratificata, da quella favorita o tollerata dall’ufficialità a quella clandestina di ieri, a quella semplicemente ignorata di oggi. È un viaggio alla ricerca stessa del senso del fare poesia, dei postulati della parola poetica: come se fosse più facile in Russia rintracciarli, proprio per quella qualità specifica della cultura russa, in cui «la dimensione orale è ancora parte del contenuto, e la cultura, intesa nel senso più ampio, è tutt’ora incentrata sulla parola». In altri luoghi del libro, la poesia è detta «un esercizio antico… forse l’unica occupazione dell’uomo conservatasi in un forma così arcaica». In un altro punto ancora, in cui si dà conto del dialogo con un traduttore dall’italiano, fine interprete di Dante, Montale, Michelangelo, proprio là dove si parla delle difficoltà di trasferire da una lingua all’altra (e da un sistema di riferimenti culturali all’altro) l’essenza di un verso, si trova la risposta forse più profonda, che dà senso a tutto questo peregrinare: «la poesia è una sovra-lingua o un’inter-lingua, parte di un sistema culturale più fluido di quanto non ci facciano credere le singole storie della letteratura nazionale».

Viaggiatori nel freddo è, infine, il dialogo con i poeti e gli scrittori che hanno fatto grande la storia letteraria della Russia, e che ora abitano da spettri le loro povere abitazioni trasformate in musei e minacciate da palazzi sempre più monumentali, oppure osservano dall’alto, da piazze e viali in cui troneggiano talvolta incongrui, in forma di monumenti quasi sempre enfatici, l’effetto delle trasformazioni recenti della società e non ci si raccapezzano più.

http://cooperativaletteraria.it/index.php/fuoriasse/113-fuoriasse-16/632-fuoriasse-speciale-2.html

Nessun commento: