giovedì 17 novembre 2016

Neve, cane, piede su L'immaginazione

«Morandini racconta la leggenda di un uomo il cui sforzo è quello di assomigliare alla materia e di tendere, al suo pari, al minimo stato di energia e al massimo stato di caos (al punto di confondere la realtà con l’allucinazione, il fatto e la memoria del fatto stesso; trasfigurando fame e inedia, nutrimento e secrezione). Per farlo, l’autore ripercorre la linea sottile che separa vita e morte, concentrando la presenza di entrambe in un luogo di confine tra uomo e natura come quello dell’alta montagna. Lo sfondo d’inquietudine che attraversa l’intera vicenda, e una catàbasi finale che chiude il racconto nel modo più coerente, sono infatti gli aspetti più riusciti e godibili del romanzo di Morandini.»
Così si conclude la bella recensione di Diego Bertelli pubblicata sull'ultimo numero (il n. 296, novembre/dicembre 2016) della rivista Manni L'immaginazione.

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