mercoledì 7 dicembre 2016

Su Zibaldoni: C'è neve e neve

In città, un paio di mesi fa, in giornate improvvisamente già calde, una troupe televisiva riprendeva alcuni esterni per un serial poliziesco tratto da una serie di gialli di successo e ambientato, pensa te, proprio qui: spostavano insegne, spargevano neve artificiale sulle aiole, facevano indossare cappotti un po’ a tutti, cose così – e tutto con una mano sola, perché l’altra era sempre impegnata a reggere il cellulare. Attorno si raccoglieva un po’ di folla, si scattavano foto, si sperava, chissà, in una comparsata. Mi sono chiesto – senza troppo impegnarmici – che immagine sarebbe venuta fuori della cittadina in cui abito; mi sono anche chiesto se mi ci sarei riconosciuto, ammesso che mi capiti davvero di seguire le puntate (davanti ai polizieschi mi abbandono all’abbiocco come un pupo). I tecnici della troupe devono esserci andati giù pesante con l’ambientazione invernale, per non dire nordica o artica, perché giusto l’altro giorno, in pieno mese di giugno, passando attorno a una delle aiole sepolte tempo addietro sotto quella neve che sembrava polistirolo e si incollava a tutto, ho notato che nessuno aveva più levato le croste di finta neve da un povero monumento piazzato in mezzo, e quelle, tignosissime, ancora ricoprivano la statua di bronzo plus ou moins astratta dedicata non so più a chi o che cosa – impossibile saperlo ora, la targhetta era ricoperta di uno strato grigio di palline.

Così inizia "C'è neve e neve", il nuovo pezzo ospitato da Zibaldoni e altre meraviglie nella rubrica Da una provincia di confine. Scritto quest'estate, esce nelle settimane in cui lo sceneggiato televisivo di cui si parla è trasmesso sulla rete nazionale. Si può leggere il resto qui:

http://www.zibaldoni.it/2016/12/07/ce-neve-e-neve/.

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