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venerdì 12 febbraio 2016

"Neve, cane, piede" su Il Recensore

Riprendo parte della bella recensione che Michele Lupo ha dedicato al mio "Neve, cane, piede" su Il Recensore. Vi invito a leggere il resto qui: 

Per decine di pagine ammiri la lingua crepitante di un dettato degnissimo di stare accanto al Verga più esatto, e poi ti ritrovi davanti a quella che qualcuno ha felicemente definito una “favola nera”. La formula aiuta se si pensa che più avanti ancora, dopo un inverno da cui il cane e Adelmo Farandola – personaggio che nasce a margine del precedente libro di Morandini e di certo ne esaspera le stravaganze – escono come eroici sopravvissuti, c’imbattiamo in un piede che emerge da una valanga (…).

Azzerata la retorica del “monte analogo”, invece assai pregnante e imperioso appare da un lato lo scenario tutto, dall’altra la scomposizione delle parti, piccole e grandi, che lo tengono tragicomicamente insieme: tutto descritto con uno sguardo di lucentezza quasi insostenibile. E la domanda sul personaggio il lettore la sposta sul narratore; perché si chiede se non giochi con lui per portarlo dove vuole, oppure se in una narrazione così straniante anch’egli, a partire da un’immagine, sia stato portato via via a inseguire le altre, a vedere dove andavano a parare, camminando allucinato come il suo eroe: ma con una lingua e un ritmo da vero maestro. Che “il vero” lo cerca per vie accidentate, ché ne sa l’assurda s-composizione, lo sberleffo del suo ritrarsi e la rivelazione inaspettata: mai conclusa. Fra i pochissimi libri italiani imperdibili del 2015.


(Michele Lupo, Il Recensore)