mercoledì 6 luglio 2016

"Neve, cane, piede": aggiornamenti

Qualche aggiornamento sulle recensioni apparse di recente sui blog e le riviste.
Sul blog Il giro del mondo attraverso i libri, Neve, cane, piede è tra e letture consigliate per l’estate: « Il romanzo di Morandini è perfetto per essere letto in montagna. Che siano le nostre Alpi, Dolomiti, Appennini o l’Europa, questa lettura che parla di monti e di vita in quota è ideale per chi sceglierà di andare in vacanza tra le montagne, i paesini e i laghi alpini.»

Giulia Rossi sul blog della libreria Libri al Sette di Carugo (Como) consiglia Neve, cane, piede presentandolo così: « Adelmo Farandola è un vecchio montanaro che vive da solo e cerca di evitare qualsiasi contatto con il genere umano. La sua solitudine, però, viene interrotta dall’incontro con un cane, che comincerà a seguirlo. Se all’inizio il vecchio si dimostra ostile con il malandato cane, poi comincerà ad affezionarsi, donandogli anche una personalità e una voce umane. Ma la nuova “normalità” di Adelmo viene sconvolta da una scoperta agghiacciante: dopo un gelido inverno fuori dalla baita del montanaro, il cane scopre un piede…»

Su Sant’Agata Informa, Alberto Visalli parla dell’incontro del 26 giugno 2016 a Sant’Agata di Militello con Domenico Calcaterra.

Rifacendosi ai temi toccati nel corso dell’incontro presso la libreria Vicolo Stretto di Catania, il 27 giugno, Mariangela Di Stefano scrive di Neve, cane, piede sul blog Matte da leggere:
« Adelmo Farandola ha scelto di isolarsi dal mondo, nel suo isolamento, quello che in un certo qual modo lo ha reso folle, ma anche libero, ammette questo cane, che diventa quasi il suo grillo parlante e lo fa con le parole che userebbe un cane. L’uomo ha perso la memoria e il cane diventa la sua memoria, gli ricorda le cose, gli suggerisce cosa è bene fare e cosa non fare. La storia piano piano diventa una favola, ha momenti di luce (pochi), e momenti di buio (diversi). L’istinto di sopravvivenza diventa percepibile pagina dopo pagina.»

Sulla sua pagina facebook, nel rievocare l’incontro del 2 luglio presso la libreria Diari di Bordo di Parma, la libraia Alice Pisu dà una lettura originale della figura di Adelmo e del suo rapporto con la piccola comunità del villaggio a valle:
«Neve cane piede fa riflettere il lettore su come si percepisca il diverso attraverso la realtà di una piccola comunità montana apparentemente inclusiva, basata sul mutuo aiuto ma che qui punta il dito contro il diverso che rappresenta l'anello debole. Un individuo che il lettore non sa se definire folle, forse appare strano perché è una persona che non si conforma alla visione comune del vivere, del rapportarsi agli altri. E tutto questo dovrebbe farci riflettere su come ormai siamo propensi anche da lettori, probabilmente come riflesso del vivere nella società contemporanea, a vedere come diverso chi come Adelmo pur nella sua instabilità psichica non accetta l'omologazione, non vuole allinearsi ai dettami comuni del vivere in una comunità. E forse per questo il lettore non riesce a collocarlo, a incasellarlo e provare empatia, perché si sente continuamente spiazzato da lui, un vecchio così solo e sporco, deriso dalla gente che guarda con sempre maggiore diffidenza e che non capisce. (…) Forse è questo l'aspetto più spiazzante di Neve, cane, piede, il suo punto di forza per certi versi nel creare una reazione, nello scuotere il lettore. Rimarcare attraverso questa figura bizzarra e lontana dalla visione tradizionale del vecchio uomo di montagna, quella linea sottile che traccia il confine tra l'essere vittima, subire le derisioni altrui per quella scelta di vita, e carnefice.»

Sul numero di giugno 2016 di Garda Press, nella rubrica "La Libreria Bacco consiglia…", si legge: «Uno spaccato di vita in solitudine e isolamento. Un amico parlante e un ritrovamento particolare… un giallo? Un meraviglioso romanzo con uno stile narrativo entusiasmante.»



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