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lunedì 8 settembre 2008

Da "Una romantica donna del nord" - 2

LA ROMANTICA DONNA DEL NORD Non era meglio qui, Hans Swallstrom? Due volte al mese venivi da me, e facevamo conversazione sotto la vigile attenzione dei miei genitori e dei miei nonni e dei miei zii. Mezz'ora di conversazione due volte al mese mi sembra un ottimo modo per conoscersi a fondo! A volte, riuscivamo perfino a guardarci di sfuggita negli occhi, quando i miei genitori, i miei zii e i miei nonni si distraevano tutti assieme. In quei momenti, lo giuro, sentivo un fuoco divorarmi dolcemente le interiora, e un tremore invadermi le membra, e non sapevo che cos'era! Ora lo so: era il tuo sguardo, Hans Swallstrom, il tuo dolce e intenso sguardo da miope, che mi confondeva e mi faceva venir voglia di morire sulle note di una tenue melodia di zampogna di pelle di renna delle terre del nord al crepuscolo vicino a una fontana gelata verso più o meno il dodici marzo! Ti guardavo, e mi veniva voglia di morire. Ora che non ti posso guardare, la voglia di morire mi è rimasta, ma non è più così divertente come una volta. Ti ricordi, Hans Swallstrom mio caro, le nostre conversazioni sul destino dell'uomo? Io sostenevo che un fato crudele e ingannatore pesa sul capo di ognuno di noi, ed è pronto, per beffa, a rovinare ogni nostro ideale, a cancellare le più belle delle nostre illusioni, a renderci da un giorno all'altro orfani, malati, storpi, a maledire per colpe che nemmeno abbiamo commesso i nostri figli, i figli dei nostri figli e i figli dei figli dei nostri figli. E tu dicevi che no, il fato non può essere così cattivo, perché in fondo ha creato te, cioè me, e intanto di nascosto allungavi il piede sotto l'ampio piumone per il corredo - l'undicesimo, suppergiù - che scendeva dal mio grembo, alla ricerca di un contatto con me! Quante volte hai agito in questo modo, Hans Swallstrom mio, e quante volte non ho capito che avrei forse dovuto restituirti quel contatto, invece di balzare in piedi strillando! Ma come potevo immaginare? Io pensavo che tu volessi mettermi alla prova, sondare la mia virtù, saggiare la mia castità. Per questo balzavo in piedi strillando ai miei genitori e ai miei nonni e ai miei zii che sonnecchiavano fingendo di tenerci d'occhio, per questo strillavo loro: "Aiuto, questo bruto mi vuole sedurre!" Io lo facevo perché pensavo che ti facesse piacere. Infatti non ho mai notato disappunto, nel tuo sguardo, quando i miei genitori, i miei nonni e i miei zii ti percuotevano con una bibbia in danese antico rilegata in pelle di renna, o quando ti buttavano fuori di casa maledicendo i tuoi avi. Sapevo - o almeno credevo - che tu saresti tornato, di lì a due settimane. E infatti tornavi, e tutto ricominciava come sempre.
(Il monologo "Una romantica donna del Nord", del 1995, è stato inserito nello spettacolo "L'amore è bello vicino a te", con Monica Fantini e Cristina Voglino.
Cfr.
http://www.cristianavoglino.it/spettacoli/spettacoli_at/l. Tutti i diritti riservati)

martedì 2 settembre 2008

Da "Una romantica donna del nord"

LA ROMANTICA DONNA DEL NORD (scrivendo una lettera appassionata all'amore lontano) - Oh, Hans Swallstrom, come posso trovare la forza di starti lontano? Le giornate trascorrono lente, in questa landa squallida, battuta da venti freddi e impietosi; le notti soprattutto sono interminabili, in particolar modo quando durano sei mesi. Quante volte sobbalzo nel letto, e mi affretto ad accendere la candela, perché ho sentito, perché mi pare di aver sentito un rumore di passi, e ho creduto che fossi tu, e magari era invece una renna! Quante volte, di lontano, ho visto un'ombra avanzare nella tundra schiaffeggiata dai venti, e ho creduto che fossi tu che tornavi da me, e invece era una renna - non quella di prima, un'altra. Quante volte mi è parso di udire la tua voce, di lontano, tra i venti impetuosi, e invece era il grido lamentoso di una terza renna! Oh, Hans Swallstrom, mi sento così sola, a parte le renne! Spesso, un'aurora boreale mi reca un po' di consolazione, e mi fa pensare che forse anche tu potresti ammirarla, in qualche altra parte del mondo che non sia troppo a sud. Ogni giorno, le aurore boreali illuminano di freddi colori la volta celeste, e danno alla landa desolata riflessi lunari, che spaventano a morte le renne e le fanno bramire disperatamente per ore come spettri. Perché hai voluto partire, Hans Swallstrom mio? Non ti bastavo io? Dietro alle balene, per i sette mari, dovevi correre? Dovevi proprio abbandonare la nostra quieta esistenza di fidanzati che si vedono ben due volte al mese e abitano solo a cinquantanove miglia l'uno dall'altro, per rischiare la vita su una baleniera? Il ponte delle baleniere è grasso e scivoloso, Hans Swallstrom mio, e tu non sai neanche nuotare! Mangerai bistecche di cetaceo al sangue a pranzo e a cena, e la tua gastrite, a proposito, come sta? E poi, non ti lasceranno mai lanciare un arpione, perché sei miope, Hans Swallstrom mio, miope come tuo padre, tuo nonno e il padre di tuo nonno, che infatti non usavano l'arpione, perché commerciavano in bestiame, soprattutto renne.

(Il monologo "Una romantica donna del Nord", del 1995, è stato inserito nello spettacolo "L'amore è bello vicino a te", con Monica Fantini e Cristina Voglino.