martedì 2 settembre 2008

Da "Una romantica donna del nord"

LA ROMANTICA DONNA DEL NORD (scrivendo una lettera appassionata all'amore lontano) - Oh, Hans Swallstrom, come posso trovare la forza di starti lontano? Le giornate trascorrono lente, in questa landa squallida, battuta da venti freddi e impietosi; le notti soprattutto sono interminabili, in particolar modo quando durano sei mesi. Quante volte sobbalzo nel letto, e mi affretto ad accendere la candela, perché ho sentito, perché mi pare di aver sentito un rumore di passi, e ho creduto che fossi tu, e magari era invece una renna! Quante volte, di lontano, ho visto un'ombra avanzare nella tundra schiaffeggiata dai venti, e ho creduto che fossi tu che tornavi da me, e invece era una renna - non quella di prima, un'altra. Quante volte mi è parso di udire la tua voce, di lontano, tra i venti impetuosi, e invece era il grido lamentoso di una terza renna! Oh, Hans Swallstrom, mi sento così sola, a parte le renne! Spesso, un'aurora boreale mi reca un po' di consolazione, e mi fa pensare che forse anche tu potresti ammirarla, in qualche altra parte del mondo che non sia troppo a sud. Ogni giorno, le aurore boreali illuminano di freddi colori la volta celeste, e danno alla landa desolata riflessi lunari, che spaventano a morte le renne e le fanno bramire disperatamente per ore come spettri. Perché hai voluto partire, Hans Swallstrom mio? Non ti bastavo io? Dietro alle balene, per i sette mari, dovevi correre? Dovevi proprio abbandonare la nostra quieta esistenza di fidanzati che si vedono ben due volte al mese e abitano solo a cinquantanove miglia l'uno dall'altro, per rischiare la vita su una baleniera? Il ponte delle baleniere è grasso e scivoloso, Hans Swallstrom mio, e tu non sai neanche nuotare! Mangerai bistecche di cetaceo al sangue a pranzo e a cena, e la tua gastrite, a proposito, come sta? E poi, non ti lasceranno mai lanciare un arpione, perché sei miope, Hans Swallstrom mio, miope come tuo padre, tuo nonno e il padre di tuo nonno, che infatti non usavano l'arpione, perché commerciavano in bestiame, soprattutto renne.

(Il monologo "Una romantica donna del Nord", del 1995, è stato inserito nello spettacolo "L'amore è bello vicino a te", con Monica Fantini e Cristina Voglino.

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