Da ieri, un mese prima dell’uscita in libreria di “A gran giornate” (La Linea, 2012), è visibile su Youtube il booktrailer del romanzo.
Il brevissimo video è totalmente responsabilità mia, e spero
che incuriosisca e soprattutto dia un assaggio dei temi, delle situazioni e
delle atmosfere del romanzo. Vi ho alternato brevi riprese dall’auto, paesaggi
urbani in movimento (attorno a Milano con un tempaccio invernale, attorno ad
Aosta con il sole a picco e senza montagne), e brevissime riprese delle
illustrazioni che accompagnavano le prime edizioni Hetzel dei “Voyages
extraordinaires” di Jules Verne e che ora si trovano in edizioni dalle
copertine coloratissime. A queste ho mescolato immagini di animali (carnivori,
per lo più, o primati minacciosamente umanoidi) tratte dai due volumi della
“Vita degli animali” del Brehm.
L’idea era proprio quella di insistere sul tema del viaggio compiuto
con qualsiasi mezzo, sull’avventura anche pericolosa, sull’incontro con
creature ostili – ma anche su reminiscenze di viaggi compiuti da ragazzini, sui
libri, viaggi pericolosi e eccitanti più vividi e veri di quelli lenti e
prudenti fatti con la famiglia in località sempre un po’ meste. Guardate il
gruppetto di esploratori di Verne (di qualunque romanzo si tratti): ha sempre
un che di buffo, di disarmato: sempre curiosi, sì, e cocciuti, ma anche straniti,
stanchi, forse (alcuni di loro, almeno) pentiti di essere finiti lì.
A suggerire il comico, che nel romanzo abbonda, anche nei
momenti che richiederebbero maggiore senso del dramma, ecco una musichetta
frenetica e allegramente sciocca (Grigoras Dinicu, “Hora-Staccato”); le si
contrappone, oltre al suono del vento, la divagante, onirica (uso triti cliché,
scusate) “The Russian Tales” di Nikolay Sidelnikov.
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