"Leggere questi tre libri vuol dire imbattersi in picari intorpiditi, in inetti compìti, in adolescenti turbati, in vicini intriganti, in vecchi feroci; vuol dire trovarsi in Spagna o a New York, in Sicilia o in una improbabile Terra del Fuoco; assistere a tragedie comiche, a gag che virano al drammatico, a morti bislacche, a sparizioni; e ridere di tutto questo, e insieme rabbrividire; scoprire che tra l’inferno e la vita vi sono passaggi percorribili, e avere la conferma che l’inferno vero è questo, non quello, e che uomini e diavoli non sono così diversi; andare alla deriva tra sogno e realtà fino a non saper più distinguere l’uno dall’altra; sentirsi invischiati in eventi troppo grandi, schiacciati da padri tirannici e madri melense, ricattati da coetanee insinuanti, da capi feroci; cogliere il senso soffocante del mistero e dell’assurdo in piccoli gesti, in tic, in uno sguardo, in uno sputo; e alla fine tornare a ridere, nel riconoscere ovunque tracce di un paesaggio che ci è familiare, e in quei poveri personaggi le persone che conosciamo o che siamo."

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