venerdì 19 aprile 2013

Tre autori alla Belgravia di Torino





"Leggere questi tre libri vuol dire imbattersi in picari intorpiditi, in inetti compìti, in adolescenti turbati, in vicini intriganti, in vecchi feroci; vuol dire trovarsi in Spagna o a New York, in Sicilia o in una improbabile Terra del Fuoco; assistere a tragedie comiche, a gag che virano al drammatico, a morti bislacche, a sparizioni; e ridere di tutto questo, e insieme rabbrividire; scoprire che tra l’inferno e la vita vi sono passaggi percorribili, e avere la conferma che l’inferno vero è questo, non quello, e che uomini e diavoli non sono così diversi; andare alla deriva tra sogno e realtà fino a non saper più distinguere l’uno dall’altra; sentirsi invischiati in eventi troppo grandi, schiacciati da padri tirannici e madri melense, ricattati da coetanee insinuanti, da capi feroci; cogliere il senso soffocante del mistero e dell’assurdo in piccoli gesti, in tic, in uno sguardo, in uno sputo; e alla fine tornare a ridere, nel riconoscere ovunque tracce di un paesaggio che ci è familiare, e in quei poveri personaggi le persone che conosciamo o che siamo."

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