venerdì 12 marzo 2010

"Rapsodia su un solo tema": la copertina



Sarò impaziente, ma voglio presentare la copertina del mio terzo romanzo, pochi giorni prima dell'uscita in libreria. Una copertina che trovo molto bella, e che rafforza la mia idea che il romanzo voglia sembrare un saggio, finga di esserlo, ci provi in parte, un saggio incompiuto, un'insalata di pagine di saggio e di fogli di diario e di appunti e di divagazioni - un depistaggio gentile, che chiede al lettore di stare al gioco, in attesa delle vite dei personaggi.
L'immagine elaborata è una pagina dalla partitura originale del "Rossignol" di Stravinskij: se ne scorgono, nelle parti virate in azzurro, le correzioni, i pentimenti - pochi, per la verità, altre pagine dell'intricata e tormentata opera da Andersen sono assai più pasticciate da aggiustamenti e ritocchi. Mi piacciono il rimando non troppo esplicito a un correggersi (che in Stravinskij, a differenza di quanto sarebbe accaduto a Dvoinikov, non è imposto da direttive politiche, ma dalla vertiginosa evoluzione stilistica di quegli anni) e per contrasto quella grafia ordinata, veloce e precisa insieme, che rimanda a un superiore senso dell'artigianato.
Il raffinato progetto grafico di Vittorio Contaldo evidenzia tre dettagli, inquadrando in basso a destra alcune cineserie parodistiche della celesta e delle arpe al n. 72 della partitura: un momento in cui la musica sembra incantarsi in una fissità da carillon. Quei riquadri (uno, due, o tre appunto) sono una riconoscibile caratteristica delle copertine dei libri Manni, assieme allo sfondo che nel riprendere le immagini in piccolo le ingrandisce, o completa, o colora.

2 commenti:

Reticenze, litoti. ha detto...

Bellissima!
Non vedo l'ora di (ri)leggerlo!

Occhiolini.
Felicitazioni.
Sorrisi.

Reticenze, litoti. ha detto...
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