martedì 8 marzo 2016

"Neve, cane, piede" su minima&moralia

Su Minima&moralia Giorgio Vasta pubblica “Fenomenologia dell’eremita”, la versione estesa dell’articolo uscito il 4 marzo su Il Venerdì di Repubblica intitolato “L’eroicomica avventura degli eremiti del deserto”. Vi si parla dell’ultimo libro di Ermanno Cavazzoni e del mio “Neve, cane, piede” .
Scrive tra l'altro Vasta, che qui ringrazio: 

Solo con un cane vive il vecchio Adelmo Farandola in una casetta sperduta da qualche parte nel bianco tenace delle Alpi, tra sporadiche discese al villaggio, un guardiacaccia che compare e scompare, l’inverno che da stagione evolve in qualcosa di perenne.
Neve, cane, piede (Exòrma) di Claudio Morandini racconta l’oblio gelidamente stravagante di Adelmo, le cose che smarriscono i contorni, i ricordi che si fanno indistinguibili dall’immaginazione, le conversazioni col quadrupede che scorrono sulla falsariga di quelle tra Vladimiro ed Estragone.
Finché un giorno un piede umano sbuca dalla neve come un germoglio («È un piede – fa Adelmo Farandola», «È dei vostri – fa il cane») e allora si tratta di capire che ci fa lì, cosa sarà successo, se si deve indagare o solo provare a ricordare, ma ancora una volta, per quanto uomo e cane si mettano d’impegno, intorno al piede il tempo prende a sfarinarsi («Da quanti anni è lì?», «Anni? Ma sei scemo? Sarà una settimana – dice il cane, che in realtà non sa contare i giorni»).
Non serve sapere se la smemoratezza lieve di Adelmo discenda dalla sua integerrima autoesclusione o dalle scariche dei cavi elettrici sotto cui è cresciuto; conta solo che il suo sguardo, come quello degli altri anacoreti, ci rivela il mondo nella sua natura di tragicomico enigma.


http://www.minimaetmoralia.it/wp/fenomenologia-delleremita/

Nessun commento: