sabato 5 marzo 2016

"Neve, cane, piede" su Senzaudio

Sulla rivista culturale online Senzaudio, Gianluigi Bodi si occupa del mio "Neve, cane, piede", in una recensione che indaga in particolare sulla natura del protagonista. Scrive tra l'altro: 

«Adelmo Farandola però è ben altro. È una figura che mi inquieta, qualcosa che sembra appartenere più al regno animale e vegetale. Una personalità che è stata espulsa dalla montagna, da un cunicolo buio, umido e infestato di creature viscide. È un parto delle tenebre, forse.
E Adelmo dimentica, la malattia lo fa dimenticare. Per lui i giorni sono tutti uguali perché lentamente il presente, sovrapponendosi al passato, lo cambia.
Il tempo è scandito dalle stagioni. L’inverno rigido costringe a rinchiudersi, la primavera porta alla luce cadaveri di animali ben conservati da poter scuoiare e conservare.
Scende in paese, staccandosi a fatica dalla montagna che lo proteggono, scende a fatica, oggetto estraneo, uomo delle caverne. Risale, è il silenzio ciò che cerca, il silenzio l’ha inghiottito. Incontra un cane ed inizia a parlargli. Il cane risponde, diventa una compagnia. Adelmo però la compagnia non la gradisce, non gradisce nemmeno la presenza costante del guardiacaccia.»


Il resto della recensione si può leggere qui:

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