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domenica 13 dicembre 2015

Giulio Cappa legge "Neve, cane, piede"

Un'acuta lettura di "Neve, cane, piede" si deve a Giulio Cappa, nel servizio televisivo andato in onda il 4 dicembre 2015 all'interno del TG Regionale della Valle d'Aosta.
Questo il testo del servizio:

L'autore sale in montagna e fa uno strano incontro: un vecchio minaccioso che gli getta pigne e sassi, e un cane gonfio di pelo. Sceso a valle, l'autore cerca di sapere qualcosa dalla gente del paese, ma nessuno dice niente di quel vecchio, o perché non sa o perché non vuole. L'estate successiva, l'autore ritorna nello stesso posto e non trova più traccia né del vecchio né del cane.
Claudio Morandini si è imbattuto questa volta in un genere letterario che lui stesso definisce "romanzo di montagna". Il racconto si svolge di solito intorno a un personaggio che per qualche motivo decide di trascorrere nell'alta montagna non solo l'estate, ma tutte le stagioni. L'inventiva del narratore consiste nel ricostruire il suo modo di vita. Caratteristiche frequenti del solitario della montagna sono gli sporadici contatti con la gente della valle, di solito per approvvigionamenti, e la costante convivenza con qualche animale, domestico o no.
Il vecchio solitario di Morandini, a cui l'autore ha dato il nome improbabile di Adelmo Farandola, è tormentato dalla presenza di un guardacaccia che vuole parlargli e aiutarlo a tutti i costi. Adelmo frequenta una realtà diversa da quella degli abitanti della valle. Perde sistematicamente la memoria e sente parlare gli animali, a cominciare dal cane vagante che ha deciso di accompagnarsi a lui.

"Neve, cane, piede" è il titolo del libro. La comparsa del piede è l'elemento su cui l'autore fa leva per ricostruire la sparizione totale del vecchio, già così poco esistente per la gente della valle. È uno sviluppo lucido e rigoroso, ma non per questo meno fantastico: viene fuori qui la bravura dell'autore, che mostra la vicenda attraverso la mente del protagonista, immersa in un presente costante che si estende soltanto un poco prima e un poco dopo. È il presente narrativo in cui è scritto "Neve, cane, piede", nuovo episodio della maturità letteraria  di Claudio Morandini, che riesce brillantemente in quello che i più non osano nemmeno tentare.

Qui si può vedere il servizio:

domenica 12 agosto 2012

"A gran giornate": la lettura di Giulio Cappa


Riporto il testo del bel servizio televisivo di Giulio Cappa andato in onda sabato 11 agosto 2012 nel TG della Valle d'Aosta delle 14: 


"Si ride molto leggendo il nuovo romanzo di Claudio Morandini, A gran giornate. Un gruppetto di personaggi bizzarri viene gettato dall’autore in una storia che diventa un viaggio, durante il quale nessuna avventura viene loro risparmiata. C’è Onorato Casamagna, marito geloso di una bambola gonfiabi
le che forse è viva. C’è l’ambiguo Tullio Semenzani che cerca di fare il gigolò persino tra le frequentatrici di un santuario miracoloso. C’ è Nathan il sacrestano che a forza di spiare i visitatori di un campo nudisti, si converte anche lui al naturismo. C’è Franchino Spaventa che si sente tanto insignificante da diventare un antiréclame vivente della body art. C’è Gabriele Angous che in un ospedale sanatorio contende la personal nurse Francine all’ormai anziano barzellettista televisivo Marius Duprez. C’è un’inquietante coppia di affittacamere con un segreto chiuso in una stanza che la notte urla. C’è Ollssen, la sua polaroid e la sua avversione per l’uomo che abita in una casa a forma di salsiccia.

Morandini gioca ogni sorta di tiro ai suoi personaggi, compreso quello che dice io, compresi i lettori del suo libro, volta a volta trascinati in storie che rivelano sempre qualcosa di diverso da quello che sarebbe convenzionalmente prevedibile.
Il titolo del romanzo di Claudio Morandini - A gran giornate - così nascosto in bella vista contiene probabilmente la chiave di lettura. L'espressione significa “a tappe forzate, senza mai fermarsi”. Viene dai primi versi di un sonetto del Petrarca e sembra alludere sia alla meta del viaggio raccontato sia al senso del racconto - se vogliamo davvero trovarne uno oltre il piacere di leggere e la felicità di scrivere: 
La vita fugge, et non s'arresta una hora,
et la morte vien dietro a gran giornate."

Il servizio televisivo di Giulio Cappa, che ringrazio anche qui, è visibile su Youtube all'indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=E_tWB464Zv4&feature=youtu.be.