domenica 25 gennaio 2009

Un vecchio, vecchissimo soggetto per radiodramma mai realizzato

Ispirato da leggende su santi eremiti locali vissuti negli anni più lontani del medioevo, un giovane di famiglia ricca e nobile decide di abbandonare i genitori e la moglie ancora adolescente e di rinchiudersi in un ipogeo da costruire all’uopo, a passarvi il resto della vita in preghiere e nello studio dei testi sacri. Invano i suoi tentano di dissuaderlo col dirgli che ormai il medioevo è passato da un pezzo, che si è già in piena rinascenza: Egidio si fa costruire l’ipogeo, e vi si chiude dentro, con libri di devozione e di filosofia cristiana (da Agostino a Anselmo: ma anche l’adorato Prudenzio).
Dopo qualche tempo, scopre l’ipogeo meno lontano dal mondo di quanto avesse desiderato. Le pareti di pietra porosa rimandano, a certe ore del giorno e per chi siede in certe posizioni, le voci e i rumori di fuori; la notte, poi, in sogno dapprima e poi anche da sveglio, Egidio riceve la visita di ombre incerte ed ambigue, che ora tentano di convincerlo a tornarsene fuori, ora a restar dentro, ed ora lo provocano con insulti e vituperi, ora discettano con lui di filosofia o d’altro. Queste ombre assumono più spesso le sembianze di uno dei genitori di Egidio, o della sua sposa, e talvolta, durante la conversazione, trascolorano impercettibilmente dall’una all’altra immagine .
Un giorno (ora le ombre si sono ridotte a una sola, sia pure molteplice) l’ombra rivela ad Egidio uno stretto cunicolo, dietro un sottile strato di tufo, un budello interminabile che conduce ai luoghi più disparati del sottosuolo della cittadella. Il giovane, intrapresa carponi l’esplorazione del cunicolo, giunge a scoprire vecchie tombe ricolme di tesori, sotterranei adibiti a luoghi di piacere, fiumi abitati da animali mai visti prima, catacombe di santi e martiri, stanze di supplizi, cantine, prigioni, nascondigli di negromanti, segrete di conventi, arsenali, templi per culti pagani, e via dicendo.

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