mercoledì 20 luglio 2011

Da "Letteratitudine": Paolo Terni, "Il respiro della musica"


Leggo “Il respiro della musica” di Paolo Terni (Bompiani 2011). Terni inizia affabilmente con la reminiscenza del primo concerto a cui ha assistito bambino. Indagare il senso della musica, per Terni, è spesso indagare la complessità dell’esperienza dell’ascolto: “La musica, implacabile, respira in noi dalle segrete dei nostri ascolti”.
(Be’, il vero inizio del libro sarebbe costituito da una “Lettera” di Ludovico Einaudi, che però nulla aggiunge e qualcosa toglie alla dimensione musicologica e filosofica dell’opera di Terni. Ma in effetti, lo ammetto, è difficile rendere la straordinaria densità teorica e la pregnanza poetica delle riflessioni di questo piccolo libro.)
La musica, per Terni, è immagine di un mondo “misterioso” (il termine ritorna diverse volte, e sembrerebbe caricarsi di una valenza spirituale, se non mistica – di certo filosofica): è linguaggio, sì, ma enigmatico (“La musica, come sfinge, dipana il suo mito, procede nel mistero del proprio labirinto, elabora enigmi, propone domande senza risposta”). Si intreccia, nel profondo della nostra interiorità, con le mille voci della memoria.
La natura urla con la voce potente della musica (la musica delle sfere, del cosmo, dell’immensamente grande e dell’immensamente piccolo) – una voce che cogliamo in parte, a sprazzi, in rari momenti di epifania, perché essa eccede di troppo la limitata capacità di percezione dei nostri sensi. Terni, con uno stile spesso oracolare, sempre poetico (quante sinestesie per rendere accessibile un concetto!), insiste sul carattere di “rivelazione” che ha l’ascolto della musica, l’intuizione di un ordine e una complessità incommensurabili di cui la musica è voce, riflesso e metafora. La musica si fa nelle sue pagine immensità cosmica ma anche profondità insondabile, cielo e abisso; è insieme modello di struttura, “geometria dinamica di idee platoniche… intrinsecamente imprendibile”, e “imago mundi”, cioè immagine autentica della “fluttuante architettura” dell’universo – ma è anche immane organismo, che vive e “respira” (e attorno a cui si affannano le “chiacchiere insensate” del “pensiero musicale corrente”, incapace di coglierne l’essenza).

http://letteratitudine.blog.kataweb.it/2010/06/25/letteratura-musica

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