venerdì 11 dicembre 2015

"Neve, cane, piede" su Succede Oggi

Sulla rivista Succede Oggi, diretta da Nicola Fano, dopo la citata intervista a cura di Domenico Calcaterra è apparsa una bella recensione di Fabrizio Coscia. Ne riprendo la parte finale, invitando i lettori a leggere qui il testo nella sua integralità:
http://www.succedeoggi.it/2015/12/terapia-della-solitudine/


Attorno a questo enigma che lentamente si scioglie insieme alla neve, Morandini costruisce un romanzo breve impeccabile, capace di forzare schemi e strutture narrative tradizionali, «schivando il galateo del plot», senza però mai cedere di una pagina alla cura del dettaglio, alla precisione lessicale, al ritmo musicale della frase. Morandini sembra qui voler rinunciare a tutto il superfluo, per concentrarsi sull’essenziale, rivelandosi scrittore di cose e non di parole, ma che dalle parole riesce a ricavare risonanze intime, barbagli lirici, visioni. Da questa compiuta sintesi, dunque, Neve, cane, piede riesce un libro di una scabra e intensa poesia, ma anche di una comicità tenerissima (i dialoghi con il cane sono, per chiunque ami gli animali, imperdibili), che ammicca allo Charlot della Febbre dell’oro (si vedano le scene della fame allucinata durante l’inverno).

Memore della lezione di Ramuz, Claudio Morandini raggiunge così l’obiettivo, non facile, non scontato, di cogliere il generale dal massimo del particolare: la vicenda di Adelmo Farandola, infatti, per quanto apparentemente lontanissima da noi, non è solo la testimonianza della fine di un’epoca (e di un paesaggio, e di un modo di rapportarsi con la natura), ma è anche, in filigrana, la metafora della profonda solitudine dell’uomo, del suo freudiano disagio nella civiltà, della sua difficoltà a entrare in contatto con gli altri, della sua forza e della sua fragilità insieme.

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