lunedì 7 novembre 2016

"Neve, cane, piede" sui blog

Ha scritto Sara Gavioli in un articolo sulle pubblicazioni delle edizioni Exòrma apparso mesi fa sul suo blog:
«Adelmo Farandola, il solitario personaggio che porta il lettore nel suo mondo gelido e isolato, ha saputo intenerirmi e disgustarmi allo stesso tempo. Sono rimasta davvero colpita dal tono dolce, lento, dall’atmosfera di una narrazione semplice ma che sa dire molto in poche parole. Se non conoscete questa storia, rimediate in fretta. Ne vale la pena. La conclusione, poi, che svela i retroscena della nascita del libro, è stata un’aggiunta molto interessante da leggere.»

Ha scritto Francesca Maccani sul suo blog a proposito di Neve, cane, piede:
«Una prosa asciutta, pulita, evocativa e sinestetica. Libro mai scontato né retorico. Il sentiero più impervio non è nulla rispetto alle tortuose elucubrazioni che avvengono nella mente del protagonista e che il lettore segue inconsapevole e a tratti attonito. Le parole dell’autore dipingono con abili pennellate gli scenari e i paesaggi. Il momento del disgelo è descritto con una perizia tale che, per me che sono nata in un piccolo paesino di montagna, è stato come tornare indietro di trent’anni e rivivere odori, colori, suoni e immagini legati allo sciogliersi delle grandi masse di neve.
C’è poi un aspetto che mi ha colpita profondamente ed è legato al fatto che spesso la letteratura supera la realtà. Forse le coincidenze non esistono. Ho rivissuto un dolore grande del passato.
C’è tanta melodia in questo libro. È schietto e raffinato come un quadro di Segantini. È drammatico ed emozionante come il Signore delle Cime intonato da un coro di montagna.
È una perfetta descrizione, nemmeno così distante dalla realtà, di uno scenario tipico delle zone alpine isolate, con i suoi eremiti e figure leggendarie, coi suoi misteri, con la silenziosa omertà degli abitanti e la diffidenza che si trasforma in scherno agli occhi dei “foresti”.
Un bel viaggio e una bella emozione.»

Ringrazio entrambe.

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