giovedì 27 agosto 2009

Wunderkammer: Berliner Medizinhistorisches Museum

Del Berliner Medizinhistorisches Museum, il primo piano è dedicato al lavoro del medico legale: ricostruzione di scene del crimine, tratti caratteristici delle diverse morti violente, il trantran dell’autopsia. Il terzo piano illustra strumenti d’uso, terapie, e una limitata serie di casi clinici risalenti alla prima metà del novecento, con letto, oggetti personali, lettere, farmaci, strumenti di contenzione. E va bene anche questo. Il piano di mezzo presenta una ricca collezione di reperti anatomici sotto formalina; non mancano le cere, in una sezione, pur limitata, che propone una serie di manifestazioni esterne di malattie sugli (attorno agli, dentro a, dietro gli) occhi. Ma le anomalie genetiche, a differenza di quello che si vede in altri musei universitari, sono tutte reali, ben conservate in barattoloni. Colpiscono alcuni aspetti: in particolare, dopo la consueta classificazione delle mostruosità genetiche, i sirenoidi, i ciclopi, i siamesi, rari ma catalogabili secondo una casistica, ecco una piccola serie di inclassificabili perché privi di qualunque riconducibilità: vengono chiamati amorfi, e si presentano come sacchi pallidi e semigonfi di pelle che non mostrano alcun tratto familiare, non un occhio, un organo, un arto, un orifizio, totalmente insensibili, impersonali come escrescenze.

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