lunedì 26 novembre 2012

"A gran giornate" su "La stamberga dei lettori"

Non sarà proprio del tutto positiva la lettura che Polyfilo ha dato del mio "A gran giornate" su "La stamberga dei lettori", però è intrigante. In particolare quando parla di "romanzo barocco", di "sarabanda di situazioni stralunate", di "mania catalografica delle deviazioni umane", o là dove dice:
"Si resta come degli spettatori muti di fronte a una messinscena teatrale di stranezze e situazioni fuori dall'ordinario, come nella wunderkammer di un dotto del XVII secolo.
I personaggi, barocchi nella loro essenza, si mostrano come curiosi specimina raccolti in formalina da qualche erudito a caccia di meraviglie naturali, secondo inclinazioni comuni nella cultura barocca, appunto.
Che l'autore intenda dare vita a una specie di rappresentazione teatrale, sospesa tra l'onirico e il visionario, appare chiaro dalla dissoluzione della trama in una sorta di galleria di personaggi che sono delle maschere, in molti casi anche delle 'larve' - per dirla con una parola che Morandini ha usato come titolo del suo primo  (in realtà secondo, nota mia) romanzo - umane in cerca di fuga dalla realtà.
Strada facendo le piroette esistenziali di questi personaggi assumono un ritmo sempre più nevrotico, sembrano affrettarsi su una strada priva di un obiettivo chiaro, che non sia il mero consumo del tempo come orizzonte di vita: la storia diventa una corsa verso il nulla 'a gran giornate', come recita il sonetto di Petrarca da cui Morandini prende spunto, una versione moderna e strampalata del topos medievale della 'danza della morte' come metafora della vicenda umana."
Polyfilo, http://www.lastambergadeilettori.com/2012/11/a-gran-giornate-claudio-morandini.html

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