lunedì 13 dicembre 2010

"Rapsodia su un solo tema": intervista su "Criticaletteraria"

Riprendo parte della lunga intervista rilasciata a Michele Rainone per il blog "Critica letteraria". Per leggere il pezzo completo si vada su http://criticaletteraria.blogspot.com/2010/12/rapsodia-su-un-solo-tema-intervista.html.

3. Si è affezionato a qualche personaggio in particolare?
Sì, e senza troppi scrupoli. D’altra parte i miei personaggi li ho visti formarsi e crescere nel corso di anni, li ho sentiti pensare, anzi ho condiviso i loro pensieri, ho immaginato le loro emozioni, mi sono sorpreso dinanzi a certe loro scelte, ho rispettato certi loro silenzi e certe insensatezze. Ho sorriso delle loro debolezze, delle piccole crudeltà che si stavano infliggendo e delle incomprensioni che non riuscivano a dipanare. Talvolta mi sono arrabbiato con loro.
C’è un fondo sentimentale, nel romanzo, da commedia sentimentale, intendo, che è venuto su quasi per conto suo, facendosi strada in mezzo alla componente più propriamente musicale o storica. Bene, mi sono detto, assecondiamo questo aspetto, è piacevole, divertente, commovente anche, irritante talvolta. Quello che ci vuole per far sentire la vita.
A Prescott ho prestato molti miei pensieri in fatto di musica, e quella visione ironica talvolta un po’ spiazzante, rivolta a tutto, anche a ciò che ama. Anche Dvoinikov ha molto del mio modo di vedere le cose, e non solo nei suoi momenti migliori.

4. «Rafail Dvoinikov sorprende: Claudio Morandini, autore di questa Rapsodia, ne fa un ritratto a tutto tondo, dinanzi al quale crollano tutti gli altri personaggi, Ethan Prescott compreso»: è d'accordo? Secondo lei, quale tra i protagonisti, non cede dinanzi a Rafail? Si rivede in qualcuno in particolare?
Mi sembra un’interpretazione convincente. Il vecchio Dvoinikov giganteggia, condiziona le vite di molti che gli sono devoti. È anche l’unico che abbia vissuto lungo l’arco di un secolo intero o quasi, e che abbia provato sulla propria pelle quello che gli altri conoscono soltanto per sentito dire. È un personaggio tragico, a modo suo, e non è un caso che si presenti come una sorta di Tiresia o Edipo. Prescott, in un certo senso, si reca presso di lui in pellegrinaggio, e vuole erigergli un monumento di carta.
Però è anche vero che quello che conosciamo in Rapsodia è il Rafail Dvoinikov ricostruito da Prescott. In questo senso lo sguardo di Prescott sembra prevaricare su ogni altro aspetto – è uno sguardo curioso e ironico, si diceva, sinceramente ammirato, ma anche irrimediabilmente accentratore, se non egocentrico. Si potrebbe sostenere, a questo punto, che il vero protagonista è Ethan Prescott, visto che tutto passa comunque attraverso il filtro del suo sguardo, del suo gusto, della sua “lettura”.

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