venerdì 4 marzo 2011

"Il sangue del tiranno": il disegno in copertina


Mi piace molto l’illustrazione che Maurizio Rosenzweig ha realizzato per la copertina de “Il sangue del tiranno”. Mi piacciono la figura di spalle, la mano in tasca, il vestito spiegazzato, l’altra mano a reggere una cartelletta che sembra vuota. Anzi, adoro quella cartella – ha un’aria mesta, forse ironicamente mesta, perché ad essere mesti così e a sopportarlo ci vuole un po’ di ironia, o si soccombe. Mi piacciono le piastrelle sconnesse in primo piano, l’ombra netta sotto il porticato, le crepe che si allargano sull’ala dell’edificio di fronte. Mi piace l’idea del porticato, anche se nel romanzo non si parla di portici – quei portici fanno subito quartiere universitario. Mi piace intravedere il cortile deserto – l’ateneo del romanzo è davvero così, pieno di vuoto, per così dire. Mi piace l’allusione a un teschio che scorgo nel porticato e nelle finestre di fronte, e mi piace che sia appunto solo un’allusione, che ci si arrivi dopo un po’, se ci si arriva. Mi piace infine che non ci sia una goccia di sangue – bastano e avanzano il fondo rosso della copertina e il sangue citato del titolo. In questo senso il disegno, così silenzioso, produce un interessante contrasto con il titolo, ne smorza e corregge il tono (volutamente) strillato e (parodisticamente) enfatico (Sangue! Tiranno!).

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