martedì 14 maggio 2013

"Le effemeridi" e "A gran giornate" al XXVI Salone del Libro di Torino

Chissà che cosa verrà fuori dal confronto tra "Le effemeridi" di Stéphanie Hochet e il mio "A gran giornate", sabato 18 maggio, alle 16, alla Sala Avorio del Lingotto, in occasione, naturalmente, del XXVI Salone Internazionale del Libro di Torino. A guidare l'incontro organizzato dalle Edizioni La Linea sarà Alberto Sebastiani, che cura sulle pagine online di Repubblica il blog letterario http://caffeletterario-bologna.blogautore.repubblica.it e si occupa di linguistica e critica letteraria (tra i suoi libri "Le parole in pugno. Lingua, società e culture giovanili in Italia dal dopoguerra a oggi", Manni, 2009, e le edizioni critiche delle "Opere" e delle "Lettere" di Silvio D'Arzo, Mup 2003 e 2004).
Posso provare a immaginare alcuni punti in comune: entrambi i romanzi raccontano un andare verso la fine (del mondo, della vita) e lo fanno lavorando attorno al tema, più che dentro, giocando con le ellissi, inseguendo da vicino alcuni personaggi le cui vite finiscono per intrecciarsi. Sono tempi, questi, in cui, senza che ce ne stupiamo più di tanto, il racconto della fine del mondo (una fine del mondo, delle tante possibili) è diventato, o meglio è tornato a essere, un impulso letterario non infrequente (e penso a "La caduta" di Giovanni Cocco, Nutrimenti 2012, o ai racconti di "Esc. Quando tutto finisce", a cura di Rossano Astremo e Mauro Maraschi, Hacca 2012). 
Ci sono poi, nella costruzione dei nostri due romanzi, un'idea di polifonia, una sintonia nello scavo (impietoso? o, proprio perché sincero, pietosissimo?) nelle debolezze umane, un libero divagare (con i personaggi), uno smontare e rimontare le strutture narrative in cui si esprime, credo, solida fiducia nello stato di salute del romanzo, un riconoscersi propaggini di una lunga tradizione letteraria, e chissà che altro.
A sabato 18 maggio, allora. Sala Avorio. Lingotto, Torino. Ore 16. Stéphanie Hochet. Alberto Sebastiani. Io.

Nessun commento: