mercoledì 8 maggio 2013

Su "Night Italia"

Sul numero 7 di "Night Italia", la ricchissima rivista curata da Marco Fioramanti e pubblicata da Psychodream, tra un pezzo sulla fotografa Marcia Resnick e uno sull'International Body Performance art Festival dal titolo "Mutazioni humane e pensiero", vi sono due pagine dedicate a me. Si comincia con l'incipit di "A gran giornate", che non è il caso di riprendere qui, e si passa poi a un inedito di Ethan Prescott che forse è un apocrifo (ne riparleremo).
La copertina del n. 7; le fotografie sono opera di Jono Rotman.

A chiudere, una bio scritta appositamente per "Night Italia", che così suona: 

Claudio Morandini vive ad Aosta. Lavora con le parole, a scuola e nella scrittura, ma cerca di mantenere separati i due mondi, per sentirsi più libero (a scuola, nella scrittura). Scrive i suoi libri con lentezza, distillando le storie da cumuli di centinaia di pagine, tra le quali, un po’ alla volta, ha visto formarsi legami, rimandi, echi – un’idea di struttura, insomma. Segue le vite dei suoi personaggi con la stessa curiosità dei lettori – dove vanno, cosa faranno, perché lo faranno? Ama non dare tutte le risposte, e nemmeno cercarle, perché pensa che l’ombra, gli angoli oscuri, i dettagli sfocati, i tempi morti, le allusioni, le ellissi, le reticenze abbiano più importanza (più senso, più corpo) del voler dire tutto. Allo stesso modo ama le storie che si perdono, i meccanismi che si ingolfano, le narrazioni che si raggomitolano, perché la vita è così, e sono così anche i grandi romanzi da cui continua a trarre nutrimento (grandi anche perché imperfetti, perché irriducibili a una misura, a un sistema di convenzioni, perché lontani dalla natura rassicurante dei generi o delle mode, perché sconvenienti). 
Con questo spirito ha scritto i suoi romanzi, da “Nora e le ombre” del 2006 all’ultimo, “A gran giornate”, del 2012, oltre a vari racconti sparsi tra riviste, blog e antologie.

La foto che correda i brani è di Fabiana Piersanti.

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