Al centro delle vicende, si muove, ostinata, un’interessante figura femminile, Sandra, assieme fragile e forte, sensuale e androgina, seduttiva e scostante; all’inizio restia a uscire da quella dimensione di autoesiliata, di “appartata” (riprendo dal titolo del precedente romanzo di Garbarino, “Gli appartati”, Tropea, 2010) che si è voluta costruire addosso e attorno come una corazza, si trova d’improvviso costretta, da una serie di indizi e messaggi che turbano la sua vita, a ripercorrere il passato e a ricomporne i tasselli mancanti. Allora si mette in viaggio, si arrovella, pedina, è minacciata, percossa anche. La sua presenza e il suo ruolo nel romanzo possono essere riassunti perfettamente con queste parole: “Tengo tra le dita i fili di tutti. Non vista, seguo le impronte convergenti di vivi e morti. Eppure ho la sensazione di essere spiata. Mi sento al centro di un cerchio che mi si stringe attorno”. Di mezzo ci sono soldi (“palanche”), tanti soldi, l’eredità di suo padre, parenti avidi, partigiani (suo nonno paterno era partigiano), repubblichini riciclati (come il nonno materno), i discendenti di questi e di quelli, manichini da sartoria, notai, malavitosi, gente che non è quel che dice di essere, una madre inacidita e malata, ricatti, regolamenti di conti. L’aria si fa sempre più greve, ma Sandra la fende con ammirevole cocciutaggine, ora da sola, ora approfittando del soccorso di amiche, amanti, contatti occasionali, e più l’intrico si infittisce più la vediamo ostinarsi. Certo, alla fine l’intrico di cui si diceva si fa così fitto da richiedere un buon sessanta pagine per essere sdipanato, tra rivelazioni, confutazioni, colpi di scena, aggiornamenti vari. Ma quello che conta è la riflessione (amara) sulle falsità degli uomini, sulla difficoltà a fare davvero i conti con il proprio passato, sull’avidità cieca di molti – e qui Sandra rivela la sua vera forza, il suo essere diversa da tutti, la bellezza nascosta del suo personaggio.
https://letteratitudinenews.wordpress.com/2013/06/11/i-giorni-in-fila-di-andrea-garbarino/#more-2924


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