venerdì 17 luglio 2015

Da Zibaldoni: "Caccia alla Madonna"

Riprendo, dalla rubrica "Da una provincia di confine" che tengo sulla rivista culturale Zibaldoni e altre meraviglie diretta da Enrico De Vivo, la parte centrale del pezzo più recente, intitolato "Caccia alla Madonna". La lettura integrale si può fare su http://www.zibaldoni.it/2015/07/06/caccia-alla-madonna/.


Qualcuna tiene il piede su un drago, o un serpente, o una creatura mostruosa tra il batrace e il felide: e sembra che ci siano capitate sopra per caso, e che non se ne siano nemmeno accorte. La bestia se ne sta lì sotto, l’espressione perplessa, non sa se reagire, non osa divincolarsi, tantomeno mordere: guarda in su, aspetta che l’altra faccia una mossa, oppure guarda avanti, come se cercasse testimoni, come durante gli incidenti (“Avete visto? Mi è venuta sopra lei, io non c’entro”). La Madonna, che pure è scalza, non tradisce ribrezzo: guarda avanti anche lei, placida. So bene che quell’espressione incerta è frutto, come tutte le altre incertezze, dell’imperizia dei pittori, di quei modesti imbrattamuri che sin dal Medioevo e fino a mezzo Novecento hanno battuto le valli più impervie per realizzare approssimative scopiazzature di opere più celebri e sofisticate. Riconosco con una sorta di affetto le magagne che erano i loro tratti stilistici: l’incapacità di fare le mani, le pose da impalati, le teste sproporzionate, sempre troppo piccole o troppo grandi, l’impotenza di fronte alla rappresentazione dei bambini, che vengono sempre fuori come nani, o omuncoli, o piccole scimmie, la pesantezza dei panneggi che sembrano sempre usciti da un bagno nel fango, le ombre incerte tra destra e sinistra, gli occhi spiritati. Sono queste incertezze che li rendono riconoscibili, questa impotenza che li connota: ecco il Pittore dei Fianchi Sghembi, ricercatissimo nelle cappelle del nord ovest; ecco il tocco inconfondibile del Pittore delle Smorfie, che costringe tutti i santi che dipinge a fare boccacce che non sai se di sofferenza o di gioia; ecco il Maestro delle Quattro Dita, che ogni tanto si dimentica del mignolo nelle mani benedicenti; ecco il misterioso Maestro delle Orecchie Messe un Po’ a Caso, che ha anticipato di qualche secolo il cubismo; o quello degli Angioletti Brutti, umanissimi mostriciattoli che svolazzano a caso nei dipinti sbattendo qua e là come grossi maggiolini contro i vetri.

http://www.zibaldoni.it/2015/07/06/caccia-alla-madonna/

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