mercoledì 4 agosto 2010

Le fonti di "Rapsodia su un solo tema", 11: Jonathan Swift



Alla base del “Viaggio musicale nel Secolo Ventesimo” scritto dall’antenato tedesco di Rafail Dvoinikov, Joseph Mathias Mayer, ci sono chiare reminiscenze che lo stesso Dvoinikov e soprattutto Ethan Prescott individuano, il vecchio "Viaggio sulla Luna" di Cyrano de Bergerac, o lo Swift dei "Viaggi di Gulliver", Rétif de la Bretonne, forse qualche precognizione del Marchese de Sade. Di tutti, a contare di più è senza dubbio Swift, in particolare il terzo libro dei “Viaggi di Gulliver”, laddove il protagonista viene ospitato dagli isolani di Laputa ed è poi ammesso a visitare la Grande accademia di Lagado. Lo stupore di Gulliver e di Graun (un rimescolio di curiosità e riprovazione) è lo stesso, l’intento satirico (di Swift e Mayer) puntato sulla deriva iperbolica dei difetti dei loro tempi e della loro società anche, compresa una certa propensione (meno insistita nel tedesco) per il dettaglio scatologico. Certo, Mayer è un poligrafo di vena non eccelsa, e la sua visione del mondo novecentesco (cioè di ciò che del suo lo spaventava di più) è spesso smaccatamente reazionaria.
Per finire, e passando un po' di palo in frasca, gli stralunati abitanti del Novecento musicale di Mayer, così anticipatore del nostro, devono anche qualcosa agli Eloi del classico “La macchina del tempo” di H. G. Wells (e forse anche al futuro immaginato da Woody Allen ne "Il dormiglione"...).

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