venerdì 6 agosto 2010

"Rapsodia su un solo tema": la lettura di Luca Dipierro

Luca Dipierro, sul suo blog http://biscottineri.blogspot.com/2010/08/su-claudio-morandini.html, ha voluto scrivere questo profilo acuto e sorprendente anche per me:

"Claudio Morandini è uno scrittore di cui non fidarsi. I suoi romanzi (tre per ora: Nora e le ombre, Le larve, e Rapsodia su un solo tema, uscito quest’anno per Manni) sono pieni di fatti e personaggi, ma in un certo senso più li guardiamo, e cioè più l’autore ce li mostra, più li copre di parole, i loro pensieri, le loro azioni, e meno i loro contorni sono definiti. La scrittura di Morandini non va mai diritta. Non c’è un obiettivo verso cui tendere, un centro o buco o termine, ma solo direzioni da percorrere, e possibilità, e fantasmi, nel senso di cose che vengono cancellate eppure sono ancora lì, impronte, presenze che si manifestano in corpi non loro.
Il romanzo non ha fine. C’è solo il termine dell'oggetto libro, l’orlo della carta. La scrittura di Morandini è fatta di accerchiamenti, preamboli, di code, di digressioni, in cui i pieni e i vuoti non hanno mai la funzione di rapprendere, ma invece di variare e contrappuntare un tema che ci viene tenuto nascosto. Balena anche la possiblità che questo tema non esista, e precipitiamo in una deliziosa paura del vuoto.
È una sensibilità formale questa che viene a Morandini dal suo essere anche musicista e appassionato di musica. I romanzi di Morandini non sono strade, non cattedrali, e nemmeno case e nemmeno labirinti. Sono foschie. Trame e personaggi vengono moltiplicati e allo stesso tempo dissolti da uno stile fatto di volute e cerchi.
In questa foschia ci si imbatte in ruderi a volte: la grande tradizione del romanzo ottocentesco europeo, una certa linea “eccentrica” della narrativa italiana (Tarchetti, Savinio, Landolfi, Loria, Bontempelli, Delfini, Nievo), il gotico, la saga familiare, il romanzo epistolare, il saggio musicologico, ma gli stilemi e le figure del genere non offrono qui le solite certezze.
Leggere Claudio Morandini è calarsi in un mondo fatto di niente. Non chiedo niente di meglio ad un libro".

Ecco una lettura che può fare solo un artista dalla sensibilità fuori dal comune e di vaste letture. Ringrazio Luca di cuore.

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