venerdì 3 giugno 2011

Da "Letteratitudine": Irène Némirovsky, "Un bambino prodigio", 1


Nello splendido racconto lungo “Un bambino prodigio“ di Irène Némirovsky, che ho trovato allo stand dell’editrice Giuntina al Salone del libro di Torino, Ismaele Baruch, un piccolo Orfeo ebreo dotato di una voce incantata, di un’ispirazione naif che sa toccare il cuore degli uomini, e armato talvolta solo di una balalaika, sa ammansire fino alle lacrime i brutti ceffi che si ubriacano nelle bettole di un porto sul Mar Nero. Nel suo canto, che traduce all’istante le pene e i sentimenti di uomini rozzi e abbrutiti, e sa rendere questi migliori, più umani, rendendo dolci le loro sofferenze, il dono dell’improvvisazione poetica e quello della musica coincidono: le parole sgorgano come le note su cui si adagiano, e queste sono l’estensione di quelle, come nell’arte primitiva, spontaneamente portata alla sinestesia. Non è un aedo sofisticato, e proprio per questo sa avvicinarsi subito al cuore degli uomini più umili; non conosce tecnica, è portato per sua natura ad intonare nel più commovente dei modi ciò che agita la mente di chi è abbrutito dall’alcol e dalla fatica del lavoro. Piace anche agli esponenti della bella società che ogni tanto si spingono fin nei bassifondi: verrà comprato e regalato come un cagnolino dal poeta Romain Nord per la sua bella dama, una ricca vedova che prima lo esibirà entusiasta come una curiosità con cui giocherellare e scacciare la noia, poi semplicemente se ne annoierà e lo dimenticherà nel suo palazzo di campagna, durante i lunghi mesi dell’inverno.
Qui, il piccolo Ismaele, ormai adolescente, proverà a supplire al vuoto dell’ispirazione e alle carenze tecniche della sua arte studiando i grandi poeti, approfondendo con disperazione crescente l’aspetto tecnico (della poesia, innanzitutto: nella novella la musica è davvero solo l’intonazione delle parole), la metrica, la retorica. Uscirà amaramente sconfitto e disgustato da quel confronto, e la sua voce ne verrà inaridita irrimediabilmente. Alla fine, dopo essere rimasto muto durante l’ultimo incontro con la sua protettrice sempre più stizzita e tediata, si ucciderà.

http://letteratitudine.blog.kataweb.it/2010/06/25/letteratura-musica/

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