sabato 31 dicembre 2016

Neve, cane, piede sui blog: aggiornamenti

Mario De Maglie, nella rubrica intitolata "Un'altra versione dei fatti" che tiene sul blog di Gabriella Bardaro, dopo avere espresso qualche riserva sul titolo, così scrive di Neve, cane, piede:


“Neve, cane, piede” è un libro semplice con una storia semplice, ma per nulla scontata, sempre in bilico tra il reale e l’assurdo con il lettore che intuisce senza avere certezze. E’ scritto molto bene, la lettura scorre che è un piacere e i dialoghi tra il divertente e il paradossale tengono l’attenzione alta in qualsiasi punto. Si ha voglia di finirlo subito, una volta cominciato. Si parla della solitudine e della sua capacità di tenere compagnia. Un uomo fa amicizia con la propria mente, non avendo altro, ma, nello stesso tempo, da essa viene ingannato. Carceriere e prigioniero si confondono. La solitudine è una fortezza, scegliamo noi chi far entrare e come.
Sul blog unoenessuno, Aldo Funicelli scrive tra l'altro:
Nel libro di Claudio Morandini c'è la montagna raccontata non secondo la classica narrazione idilliaca, buona per i turisti: è una montagna che fa paura, brulla, dove la neve ricopre i sassi e conserva i corpi come un museo, per riscoprirli al disgelo. Un territorio in cui Adelmo Farandola si sente padrone: padrone del vallone dove abita, delle rocce e delle grotte, dei camosci e degli altri animali, dell'aria e dell'acqua.
E in quel vallone vive col solo desiderio (o pazzia senile) di isolarsi dal resto del mondo, di autoesilio: desiderio che viene portato all'estremo, in fondo ad una grotta buia ..
Laddove va cercato il mistero dell'uomo.

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