domenica 4 dicembre 2016

Su Libri in Musica

Cinzia Orabona, nel bel blog letterario Libri in Musica, dopo avere analizzato le tematiche di Neve, cane, piede, lo accosta a un'opera di Stravinskij che amo, i tre pezzi per quartetto d'archi. Scrive in particolare:
«Quale colonna sonora per un romanzo come questo? Lo stesso Morandini, in un’intervista che ho letto sul web, risponde così:
Per le dimensioni ridotte, per la presenza di un limitato numero di ingredienti (o di temi, se vuoi), Neve, cane, piede mi è venuto fuori come una specie di sonatina. Ha anche una struttura tripartita, con un allegro iniziale che corrisponde all’autunno, un ampio movimento lento centrale che coincide con il lungo inverno passato sotto la neve, e un allegro finale primaverile. Non è una struttura vincolante, e nemmeno programmata: diciamo che pensare il romanzo in quei termini mi ha aiutato nella composizione, nel dosaggio, nella ricerca di un equilibrio.
Una struttura tripartita mi ha fatto pensare ad una composizione poco conosciuta di Igor Stravinskij (1882 – 1971): Tre pezzi per quartetto d’archi (1915). Comporre questa partitura dopo la Sagra della primavera, significò per Stravinskij un passo indietro verso l’essenziale. Due violini, una viola ed un violoncello sono gli strumenti protagonisti. Ciò che  ne scaturisce è una sovrapposizione di individualità ben delineate. Gli strumenti creano, da soli e insieme, degli effetti sonori. Sono suoni cupi, aggressivi, ritmati, come quelli della neve quando batte sulla baracca di Adelmo.
Il compositore russo si distacca dalla tradizione compositiva classica per creare un’armonia non convenzionale in una fusione timbrica ed un dialogo paritetico tra tutti gli strumenti coinvolti. Come in Neve, cane, piede, tutto è vitale: la montagna, la neve, la terra. Sperimentalismo sonoro da una parte e abbandono del realismo in favore della forza visionaria dall’altra.»

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