sabato 13 dicembre 2008

Da "Le dita fredde"


Un giorno ho intravisto papà seduto sul bordo del letto, con un cilicio in mano.
«Dovresti indossarlo» gli diceva mia madre.
«Perché?» obiettava lui, ma senza stizza.
«Perché ti aiuta a… a concentrarti di più».
«Non mi aiuta. Pizzica, anzi».
«Appunto. È il bello».
«No, invece, mi distrae. Mettilo tu, se ci tieni tanto».
«No, caro. Sei tu il santo».
«Non lo sono! Non ancora, cioè, e non è detto che…»
«Lo sarai, ingrato, anche tuo malgrado. Sono arrivata alla fine del terzo registro di miracoli, e tu neanche un grazie!»
«Miracoli finti».
«Sst, parla piano. E che importa? Veri, finti, tutto fa. Il miracolo vero, il più grande, sta nella fede che rafforzi in quei disgraziati là fuori. Indossa il cilicio, coraggio».
«Perché Dio dovrebbe apprezzare il cilicio?»
«Perché no? Sentirà che è un gesto carino nei suoi confronti».
«Gesto carino?»
«Mettilo, e comincia a pregare, che è tardi».
«Dio…» ansima papà, scuotendo il capo. «Dov’è Dio quando mi servono i suoi miracoli? Mi fa fare la figura del deficiente sempre più spesso».
«Ti metterà alla prova. Te e la tua fede. Cose così».
«È sempre più lontano da me».
«Sei tu che lo tieni lontano, per esempio non mettendoti questo cilicio».
«Che c’è per cena, a proposito?»
«Niente. È venerdì, e tu digiuni».
Evito mamma per un soffio, quando esce nervosa dalla camera. Più tardi la sentirò spentolare in cucina, per noi due soli.


("Le dita fredde" è il racconto che ho scritto per l'antologia "Santi - Lives of Modern Saints", pubblicata a Baltimora nel 2007 dalla Black Arrow. L'imponente volume riunisce contributi di autori italiani e di lingua inglese attorno al tema delle possibili declinazioni della santità nel mondo di oggi; è un'irriverente, scettica, visionaria bibbia che vale la pena di cercare su amazon.com).

Nessun commento: