lunedì 1 dicembre 2008

Piccole meraviglie della natura, 1


Si cerchi una pozza d’acqua stagnante in cui brulichino girini; la si prediliga battuta dal sole, in modo che il caldo intorpidisca le reazioni delle bestiole. Si osservino queste con attenzione, appese alle rive con le bocche a ventosa, addossate nelle rare zone d’ombra, inerti – a parte qualche isolato colpo di coda, qualche guizzo al rallentatore. Ci si protenda su quella pozza, accucciati sul bordo, si lasci allungare l’ombra della testa e delle spalle sulla superficie dell’acqua – i girini forse si rianimeranno sotto quell’inaspettato refrigerio. Ora ci si guardi attorno. Si prenda una pietra di qualche chilo – la si preferisca piatta e di compattezza geometrica. Si studi per qualche secondo l’affannarsi sonnacchioso di insetti sotto la pietra – qualche secondo, non di più, non si è lì per gli insetti. Si scuota la pietra dagli ultimi insetti rimasti abbarbicati, la si avvicini all’acqua. Con forza, la si lasci cadere là dove i girini si infittiscono, e si prema poi, col piede. Se il primo lancio è andato a vuoto, si ritenti in un altro punto, o si attenda che sia tornata la calma tra la popolazione di anfibi.

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