martedì 22 settembre 2009

Da "Luigino" (1)

Pubblico un paio di pagine dal racconto "Luigino", che si può leggere su http://www.houseofbooks.org/esclusive/inediti/luigino/

Quand’è solo, se si concentra su una cosa, Luigino la vede cambiare e popolarsi di altre cose. Chino su una pozza d’acqua piovana, osserva la propria faccia riflessa incresparsi e deformarsi. Gli pare allora di possedere un grande, misterioso potere, quello di cambiare con lo sguardo i corpi. Esercita questo potere su tutto, anche sulle persone, che fissa a lungo quando sa di non essere osservato. Lasciando che un occhio devii dall’altro, in uno strabismo progressivo, sfoca i contorni e raddoppia le immagini. È un potere immenso, quello di duplicare le cose, che a volte lo lascia sgomento, e che non ha mai rivelato a nessuno. Nemmeno lo ha mai esplicato fino in fondo, per timore di popolare il mondo di copie, come quando un grande specchio rimanda le immagini di tutta una stanza, compresi i dettagli più insignificanti, che però lo specchio rende visibili e ingigantisce, perché fa accorgere di essi e li fa vedere come cose vive, e dormienti, o nascoste come per un agguato. Una volta, però dopo aver gironzolato a lungo furtivo fuori da un pollaio puzzolente, ha raddoppiato una gallina. La gallina stava immobile a fissare lui, e questo gli ha dato il tempo di concentrarsi, prendere la mira, scontornarla e duplicarla. Ma forse anche la gallina stava facendo lo stesso con lui: il dubbio era così forte da costringerlo a guardarsi alle spalle, in cerca di sosia. Alla fine, era sicuro che nel pollaio razzolassero le stesse galline di prima più una. Avrebbe voluto gustarsi l’espressione sorpresa del padrone, al momento della conta dei pennuti, ma un abbaiare di cani lo fece allontanarsi in fretta.

1 commento:

Anonimo ha detto...

ti ho lasciato un commento a proposito di "berlera"