mercoledì 9 settembre 2009

Intervista su Houseofbooks.rg (2)

[16.00.40] Daze Nina: si, infatti è un libro che mi ha colpito tantissimo. Per il rapporto, quasi morboso con la terra, i frutti della terra. è molto fisico. lo vivi così?

[16.02.42] claudio.morandini: Sì, è davvero intriso di terra. Ma non è stato un calcolo, da parte mia. Diciamo che durante la stesura delle diverse sequenze del romanzo ho mantenuto un punto di osservazione molto basso, rasoterra. Tutto è legato alla terra e al sangue, entrambi nella pluralità di sensi con cui li possiamo intendere. Ne è venuto fuori un romanzo anche molto olfattivo, tattile. I suoni ci sono, d'accordo, la vista anche. Ma ci si dimentica troppo spesso della possibilità della lingua di evocare tutti i sensi, anche quelli che non sono particolarmente sviluppati nell'uomo, o che l'uomo tende a relegare in nicchie nascoste della propria vita.
In questo senso, è un romanzo molto - ora lo dico - molto animale.
I sensi riscoperti così sono i sensi di un animale, ma anche di un bambino. In fondo, ne "Le larve" c'è molto della percezione che i bambini hanno del mondo, del loro senso di sorpresa e di mistero.
Certo, per rendere tutto questo, ho dovuto fare ricorso a una lingua più ricca del consueto.
(...)
[16.22.17] Daze Nina: quali sono i tuoi prossimi progetti?

[16.25.22] claudio.morandini: Il prossimo romanzo parlerà di musica. Un giovane compositore americano, un vecchio compositore russo. Storie diverse, che si incrociano e trovano il modo di comunicare. Ho voluto cambiare atmosfere, e stile, anche, perché non mi era possibile continuare sulla linea tracciata da "Le larve" (sarebbe diventata maniera). E poi volevo parlare del rapporto tra arte, espressione artistica nel senso più ampio, e i condizionamenti (del mercato, della politica, ecc.). Ne avevo abbastanza di nebbie, sotterranei, fantasmi, o personaggi che si comportano come fantasmi. A modo suo, è un romanzo "storico", il che mi ha costretto a un lavoro di documentazione alla Manzoni che era nuovo per me. Molto a modo suo, comunque. Il tema del conflitto c'è sempre, anzi è ancora più forte, proprio perché è storicamente più radicato. E, detto tra noi, ci sono momenti che fanno venire discreti brividi, anche se non suscito spettri.
In un certo senso, ho esplorato una serie di zone oscure della storia. Invece dell'indeterminatezza spazio-temporale delle "Larve", ho lavorato sulla realtà, o su una possibile realtà. E poi c'è la musica. Avevo l'ambizione di entrare a far parte degli scrittori che hanno provato a raccontare con le parole la musica.

(dalla bella intervista a cura di Daze(d) per http://www.houseofbooks.org/rubriche/scrittori/claudio-morandini/)

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