venerdì 23 aprile 2010

"Rapsodia su un solo tema": la lettura di Giulio Cappa (2)

Pubblico volentieri alcune "Osservazioni a margine" che Giulio Cappa mi ha fatto avere come postille al testo del servizio televisivo.

Morandini riesce a evitare il bello scrivere e i virtuosismi o le bellurie della parola: le scritture di cui si compone il libro sono tutte "voci" ben distinte l'una dall'altra: il diario, i saggi, i documenti, il racconto di Dvoinikov, i resoconti, il libro settecentesco. Una storia non a matrioska, perché gli elementi non sono uno dentro l'altro, ma uno accanto all'altro se mai come tessere di un mosaico


il Morandini noir, quello umoristico, quello cinico sono tenuti molto a freno: non assenti, ma messi al servizio di altri due Morandini: il musicista e il narratore


lo svolgersi della vicenda permette all'autore di esprimere competenze e considerazioni sulla musica a tutto campo; l'intero "Viaggio musicale nel secolo ventesimo" scritto da un antenato tedesco di Dvoinikov vissuto nel secolo XVIII gli offre la possibilità di una descrizione "straniata" - alla Sklovski - e satirica della scena musicale contemporanea


ma giudizi e notazioni sulla musica del 900 e di oggi sono presenti in tutto il libro: pollice verso per i Carmina Burana, il minimalismo americano, Rachmaninov: la musica techno è all'orecchio del protagonista è "un piatto martellio di suoni digitali, privo oltre tutto di qualsiasi interesse ritmico, giocato sulla più prevedibile scansione di un 4/4" o ancora "pura scansione metronomica e scalette frigie". Non si salva il jazz, definito strutturalmente musica popolare, elementare in molte sue componenti. Sono, questi, giudizi del protagonista, anche se nel "salvare" Britten e Kylie Minogue forse l'autore presta qualcosa di sé


il Morandini più importante, il narratore, si cimenta qui con ambienti diversi da quelli tutto sommato domestici di "Nora e le ombre" e delle "Larve". La "Rapsodia su un solo tema" si svolge in molti momenti dello spazio come in molti luoghi del tempo; c'è l'America, la Russia di ieri e di oggi, il protagonista approfitta della relatività osservando la realtà da un treno, un aereo o un pensiero in movimento

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