martedì 28 luglio 2009

La mia risposta alla nota di Giulio Cappa

Cito ancora quei versi di Montale che ho buttato lì in risposta quella sera: "La vita oscilla/ tra il sublime e l'immondo/ con qualche propensione/ per il secondo". L'ottica, più o meno e magari con altri termini, la mia ottica intendo, mi pare questa.
E aggiungo ancora che questo sguardo crudo, freddo, non esclude la compassione: già metterlo in gioco attraverso il raccontare, per me, è una forma di condivisione (e condividere è tra le cose buone, farlo con le parole è tra le buonissime).
Hai ragione, Giulio: comunque, e sempre, l'esercizio di questo sguardo affilato e impietoso (perciò pietosissimo) parte dalla interiorità di chi scrive: prima di tutto ci si accanisce lì, un po' per fare esercizio, un po' perché si conosce meglio la materia, un po' per pigrizia. Poi ci si accanirà sugli altri, che non sono così diversi da noi.

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