venerdì 27 luglio 2012

"A gran giornate": l'opinione di Giorgio Bàrberi Squarotti

"È davvero un'opera originalissima e mirabile, con un inizio clamoroso e stupefatto; ma continui sono le invenzioni, gli stupori, i giochi, le metamorfosi. C'è nel fondo una sottile inquietudine che si fa più acuta a mano a mano che la vicenda va avanti". Così mi scrive tra le altre cose Giorgio Bàrberi Squarotti, in una lettera che mi è particolarmente cara, a proposito di "A gran giornate". Bàrberi Squarotti parla anche di "scatti notevoli di terrore e di angoscia, fino al viaggio finale che via via si solleva fino alla visionarietà e alla metafisica".
Non resisto alla tentazione di rendere pubbliche queste righe.

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