lunedì 9 luglio 2012

"A gran giornate": la lettura di Guido Conterio

Tengo particolarmente al giudizio di un lettore (e di un amico) come Guido Conterio, autore attentissimo al valore della scrittura e dello stile (leggetevi o rileggetevi il suo più recente romanzo, "Incanto e guarigione", pubblicato l'anno scorso da Manni). Ieri Guido mi ha fatto avere queste righe, a proposito del mio "A gran giornate":


Il risultato del tuo lavorio sul testo, di snellimento non meno geometrico che espressivo, è una bevibilissima partitura dai pentagrammi gioiosamente scompigliati, graffiata da assoli lunatici e stranianti, rotta dalle risate all'unisono di autore e lettore; la quale, più spesso e con più successo che in ogni altra prova precedente, ti pone nelle condizioni ideali per scatenare le armi predilette: ironia indefettibile, cocente dissacrazione, volgarità mai volgare perché sorretta da vera grazia di scrittura; ma soprattutto senso dei "tempi" umoristici da commediografo navigato.
Lascio volentieri ad altri una puntuale esegesi, certo possibile, se non doverosa, degli eventuali risvolti allegorici. Come dinanzi a un fuoco d'artificio, o a certi film di Fellini, seguendo un consiglio dello stesso Fellini, ho preferito godere dello spettacolo in sé, lasciandogli libertà.

Nessun commento: